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> Blog > Giurisprudenza > Corte costituzionale > Anno 2021 > La Corte Costituzionale si pronuncia sull’illegittima revoca dei trattamenti assistenziali ai condannati per mafia e terrorismo (Corte Costituzionale, sent. 2 luglio 2021, n. 137)
Anno 2021Corte costituzionaleGiurisprudenza

La Corte Costituzionale si pronuncia sull’illegittima revoca dei trattamenti assistenziali ai condannati per mafia e terrorismo (Corte Costituzionale, sent. 2 luglio 2021, n. 137)

Di
Redazione
Pubblicato: 28 Luglio 2021
2 Min di lettura
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La Corte costituzionale con la sentenza n. 137 ha dichiarato l’illegittimità costituzione del comma 61, e, in via consequenziale, del comma 58 dell’articolo 2 della legge n. 92 del 2012. In modo particolare il comma 58 prevede che con la sentenza di condanna per i reati più gravi – quelli previsti dagli articoli 270-bis, 280, 289-bis, 416-bis, 416-ter e 422 del codice penale, nonché i delitti commessi avvalendosi delle condizioni previste dal predetto articolo 416-bis ovvero al fine di agevolare l’attività delle associazioni previste dallo stesso articolo – il giudice dispone la sanzione accessoria della revoca delle seguenti prestazioni, comunque denominate in base alla legislazione vigente, di cui il condannato sia eventualmente titolare: indennità di disoccupazione, assegno sociale, pensione sociale e pensione per gli invalidi civili. Il comma 61 stabilisce che tale revoca, con effetto non retroattivo, è disposta dall’ente erogatore nei confronti dei soggetti già condannati con sentenza passata in giudicato all’entrata in vigore della legge n. 92 del 2012. La Corte ha affermato che contrasta con gli articoli 3 e 38 della Costituzione la revoca delle prestazioni assistenziali, fondate sullo stato di bisogno, ai condannati in via definitiva per reati di mafia o terrorismo, i quali stiano scontando la pena in modalità alternativa alla detenzione. È irragionevole che lo Stato valuti un soggetto meritevole di accedere a tale modalità di detenzione e lo privi dei mezzi per vivere, quando questi sono ottenibili solo dalle prestazioni assistenziali. Ricorda la Corte costituzionale che sebbene queste persone abbiano gravemente violato il patto di solidarietà sociale che è alla base della convivenza civile, attiene a questa stessa convivenza civile che ad essi siano comunque assicurati i mezzi necessari per vivere.

Corte Cost 137.2021Scarica

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