La Corte Edu si pronuncia sul caso riguardante l’espulsione dalla Svizzera di un cittadino della Bosnia-Erzegovina condannato per traffico di droga. I Giudici di Strasburgo hanno ritenuto che i tribunali nazionali non avessero effettuato un attento bilanciamento degli interessi individuali e pubblici in gioco, concentrando la loro analisi sulla natura e sulla gravità del reato, senza prendere in considerazione altri elementi del fascicolo, come il non avere precedenti penali ed aver ricevuto solo una sospensione condizionale della pena; l’aver ottenuto un impiego stabile dopo la condanna ed aver mantenuto una buona condotta; non erano state, infine, valutate le conseguenze dannose dell’espulsione del ricorrente sulla sua famiglia. Di qui l’accertata violazione del diritto al rispetto della vita privata e familiare.
venerdì, Ott 16, 2026
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