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Reading: Principio di non discriminazione e parità di trattamento in materia di occupazione e di condizioni di lavoro con riferimento ai giudici di pace e magistrati ordinari (CGUE, Prima Sezione, 7 aprile 2022, C-236/20)
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> Blog > Giurisprudenza > CGUE > Anno 2022 > Principio di non discriminazione e parità di trattamento in materia di occupazione e di condizioni di lavoro con riferimento ai giudici di pace e magistrati ordinari (CGUE, Prima Sezione, 7 aprile 2022, C-236/20)
Anno 2022CGUEGiurisprudenza

Principio di non discriminazione e parità di trattamento in materia di occupazione e di condizioni di lavoro con riferimento ai giudici di pace e magistrati ordinari (CGUE, Prima Sezione, 7 aprile 2022, C-236/20)

Di
Redazione
Pubblicato: 19 Aprile 2022
2 Min di lettura
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L’articolo 7 della direttiva 2003/88/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 4 novembre 2003, concernente taluni aspetti dell’organizzazione dell’orario di lavoro, la clausola 4 dell’accordo quadro sul lavoro a tempo parziale, concluso il 6 giugno 1997, che figura in allegato alla direttiva 97/81/CE del Consiglio, del 15 dicembre 1997, relativa all’accordo quadro sul lavoro a tempo parziale concluso dall’UNICE, dal CEEP e dalla CES, come modificata dalla direttiva 98/23/CE del Consiglio, del 7 aprile 1998, nonché la clausola 4 dell’accordo quadro sul lavoro a tempo determinato, concluso il 18 marzo 1999, che figura in allegato alla direttiva 1999/70/CE del Consiglio, del 28 giugno 1999, relativa all’accordo quadro CES, UNICE e CEEP sul lavoro a tempo determinato, devono essere interpretati nel senso che essi ostano a una normativa nazionale che non prevede, per il giudice di pace, alcun diritto a beneficiare di ferie annuali retribuite di 30 giorni né di un regime assistenziale e previdenziale che dipende dal rapporto di lavoro, come quello previsto per i magistrati ordinari, se tale giudice di pace rientra nella nozione di «lavoratore a tempo parziale» ai sensi dell’accordo quadro sul lavoro a tempo parziale e/o di «lavoratore a tempo determinato» ai sensi dell’accordo quadro sul lavoro a tempo determinato, e si trova in una situazione comparabile a quella di un magistrato ordinario. La clausola 5, punto 1, dell’accordo quadro sul lavoro a tempo determinato, concluso il 18 marzo 1999, che figura in allegato alla direttiva 1999/70, deve essere interpretata nel senso che essa osta a una normativa nazionale in forza della quale un rapporto di lavoro a tempo determinato può essere oggetto, al massimo, di tre rinnovi successivi, ciascuno di quattro anni, per una durata totale non superiore a sedici anni, e che non prevede la possibilità di sanzionare in modo effettivo e dissuasivo il rinnovo abusivo di rapporti di lavoro.

C-236-20Scarica

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