Con la sentenza in epigrafe, a tutela delle posizioni giuridiche dei privati, i giudici danno un’indicazione sui margini entro cui l’amministrazione può e deve riesercitare il potere a seguito di un giudicato di annullamento. Infatti, quest’ultimo preclude, in sede di riedizione del potere, una nuova valutazione di fatti e di profili già delibati, con efficacia di giudicato, nel precedente giudizio di cognizione. Pertanto, va svolta un’operazione logico-ricostruttiva che prende le mosse dall’esame e dalla interpretazione della motivazione della sentenza, la quale consente di individuare il perimetro dell’effetto conformativo ed il residuo spazio del potere esercitabile dalla pubblica amministrazione.
venerdì, Ott 16, 2026
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