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> Blog > Giurisprudenza > Giurisprudenza straniera > La Corte Suprema del Regno Unito stabilisce all’unanimità che, salvo in rari casi, la valutazione dell’articolo 8 della CEDU nei casi di estradizione dovrebbe tenere conto solo della mera possibilità di una scarcerazione anticipata ai sensi del Codice penale polacco e attribuirle scarso peso.(Supreme Court of the United Kingdom, 11 Giugno 2025, 23)
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La Corte Suprema del Regno Unito stabilisce all’unanimità che, salvo in rari casi, la valutazione dell’articolo 8 della CEDU nei casi di estradizione dovrebbe tenere conto solo della mera possibilità di una scarcerazione anticipata ai sensi del Codice penale polacco e attribuirle scarso peso.(Supreme Court of the United Kingdom, 11 Giugno 2025, 23)

Di
Redazione
Pubblicato: 7 Novembre 2025
10 Min di lettura
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Contesto
Il 23 settembre 2020, il Tribunale circoscrizionale di Lodz ha chiesto l’estradizione di Ewa
Andrysiewicz in Polonia per scontare una pena di due anni inflitta in relazione a quattro reati
di frode connessi commessi tra il 2007 e il 2008. La pena era stata inizialmente sospesa per cinque
anni, ma poi è stato ordinato che fosse eseguita integralmente a causa del mancato rispetto delle
condizioni di sospensione.
Dopo il suo arresto a Londra il 21 gennaio 2023, Andrysiewicz si è opposta all’estradizione sulla
base del fatto che essa avrebbe interferito in modo sproporzionato con il suo diritto al rispetto
della vita privata e familiare ai sensi dell’articolo 8 della Convenzione europea dei diritti
dell’uomo (“CEDU”). Nel presentare la sua opposizione ai sensi dell’articolo 8, ella si è basata
sulla possibilità che, se la sua richiesta ai sensi del Codice penale polacco fosse stata accolta, non
avrebbe dovuto scontare il resto della pena. Il giudice distrettuale ha ordinato l’estradizione di
Andrysiewicz in Polonia per scontare la sua pena di due anni. L’Alta Corte ha respinto il suo
ricorso. Tuttavia, alla luce degli approcci divergenti che si sono sviluppati nei tribunali di grado
inferiore, l’Alta Corte ha certificato due questioni di diritto di importanza pubblica generale
relative alla rilevanza della possibilità di scarcerazione anticipata in Polonia:
“Quando il tribunale valuta se l’estradizione in base a un mandato di condanna costituisca
un’ingerenza sproporzionata nei diritti di cui all’articolo 8, (a) quale peso può attribuire alla
possibilità che, a seguito della consegna in base al mandato, l’autorità giudiziaria richiedente
possa, nell’esercizio dei poteri di cui agli articoli 77, 78, 80 e 82 del Codice penale polacco,
consentire il rilascio su licenza della persona ricercata (“disposizioni sul rilascio anticipato”); e
(b) in che misura (se del caso) il tribunale dovrebbe valutare la probabile fondatezza di una
domanda presentata ai sensi delle disposizioni in materia di rilascio anticipato, presentata dalla
persona ricercata o che potrebbe presentare?».
Andrysiewicz è stata rinviata in custodia cautelare dal giorno del suo arresto. Di conseguenza,
al 21 gennaio 2025, prima dell’udienza accelerata presso la Corte suprema del Regno Unito,
Andrysiewicz aveva scontato l’equivalente dell’intera pena inflitta dal tribunale polacco.
L’autorità giudiziaria polacca ha ritirato il mandato di estradizione e la Corte Suprema ha
ordinato il suo rilascio. Tuttavia, su richiesta di entrambe le parti, la Corte Suprema ha deciso
di esaminare il ricorso per determinare i punti di diritto certificati dall’Alta Corte.
Sentenza
La Corte Suprema del Regno Unito stabilisce all’unanimità che, salvo in rari casi, la valutazione
dell’articolo 8 della CEDU nei casi di estradizione dovrebbe tenere conto solo della mera
possibilità di una scarcerazione anticipata ai sensi del Codice penale polacco e attribuirle scarso
peso. Come spiegato sopra, questa decisione non ha alcun effetto su Andrysiewicz, che è stata
scarcerata. Lord Lloyd-Jones e Lord Stephens emettono la sentenza, con il consenso degli altri
giudici.
Motivi della sentenza
Lo scopo degli accordi di estradizione è garantire il ritorno di una persona nello Stato
richiedente affinché sia processata per un presunto reato penale o, come nel caso in esame, per
scontare una pena inflitta in base alle leggi dello Stato richiedente [31]. Sebbene spetti allo Stato
richiedente decidere in materia di punizione e riabilitazione, ai sensi dell’articolo 21 della legge
sull’estradizione del 2003, un giudice del Regno Unito deve ordinare il rilascio della persona
ricercata se la sua estradizione è incompatibile con la CEDU [12]. Nella maggior parte dei casi,
l’estradizione interferirà con l’esercizio del diritto della persona ricercata al rispetto della sua
vita privata e familiare ai sensi dell’articolo 8 della CEDU, ma sarà un’interferenza necessaria e
proporzionata [33].
Ai sensi del Codice penale polacco, i tribunali polacchi hanno il potere discrezionale di ordinare
il rilascio anticipato dei detenuti dal carcere con licenza di libertà vigilata, che può essere
accompagnata da condizioni di licenza [16]. La misura in cui la possibilità di rilascio anticipato
influisce sulla valutazione dell’articolo 8 della CEDU rimane irrisolta nei tribunali di grado
inferiore [1], [16], [46]. Nel presente procedimento, il giudice Swift dell’Alta Corte ha
individuato tre possibili approcci prima di concludere che i tribunali del Regno Unito non
dovrebbero andare oltre il secondo [24]-[29]:
(i) qualsiasi richiesta di scarcerazione anticipata è di esclusiva competenza dei tribunali
polacchi, alla quale il giudice non può attribuire alcun peso nella valutazione ai sensi
dell’articolo 8 della CEDU (“opzione uno”);
(ii) il giudice può riconoscere l’esistenza di un potere di rilascio su licenza, ma attribuirgli
scarso peso nella valutazione ai sensi dell’articolo 8 della CEDU, salvo in rari casi («opzione
due»); oppure
(iii) il giudice può valutare i probabili meriti di una domanda di rilascio anticipato, applicando
i criteri polacchi, e attribuire un peso significativo nella valutazione ai sensi dell’articolo 8 a
qualsiasi «buona prospettiva» o «reale possibilità» di successo («opzione tre»).
La giurisprudenza sul ruolo dell’articolo 8 CEDU nei casi di estradizione sottolinea che
l’interesse pubblico all’estradizione ha un peso molto rilevante nella valutazione della
proporzionalità, data l’importanza fondamentale della prevenzione dei disordini e della
criminalità e dell’attuazione degli accordi internazionali reciproci. L’ingerenza nei diritti di cui
all’articolo 8 CEDU (della persona ricercata o dei suoi familiari) deve essere eccezionalmente
grave per superare l’importanza dell’estradizione. La natura e la gravità del reato, nonché il
tempo trascorso dal momento in cui sono stati commessi i reati, possono essere rilevanti,
sebbene spetti allo Stato richiedente stabilire la propria politica in materia di condanne. I casi in
cui una richiesta fondata sull’articolo 8 CEDU prevalga sull’interesse pubblico all’estradizione
saranno rari [33]-[43], [65], [81].
Se uno Stato richiedente applica un sistema automatico di scarcerazione anticipata, tale da
consentire di calcolare con certezza come funzionerà nel caso specifico, tale sistema può essere
preso in considerazione nella valutazione ai sensi dell’articolo 8 della CEDU. In un caso estremo,
in combinazione con altre caratteristiche eccezionalmente convincenti, l’interferenza
dell’articolo 8 CEDU può prevalere sull’interesse pubblico all’estradizione. Tuttavia, il giudice
deve comunque considerare che rifiutare l’estradizione priverebbe lo Stato richiedente della
possibilità di imporre condizioni di licenza adeguate [45].
I sistemi discrezionali di scarcerazione anticipata presentano maggiori difficoltà. Ai sensi del
Codice penale polacco, il tribunale polacco ha la facoltà di rilasciare un detenuto su licenza
qualora sussista un presupposto giustificabile, basato su un ampio elenco di elementi, che il
detenuto rispetterà l’ordine giuridico dopo il rilascio. Un giudice del Regno Unito raramente
avrà una conoscenza dettagliata degli elementi su cui si basa la decisione, delle norme
applicabili in Polonia o dei metodi di valutazione e ponderazione di ciascun elemento. Salvo in
circostanze del tutto eccezionali, un giudice britannico non può prevedere con precisione l’esito
di una richiesta di scarcerazione anticipata presentata in Polonia. Ciò è particolarmente vero
perché, anche dopo aver concluso che il detenuto rispetterà l’ordine giuridico, spetta comunque
al tribunale polacco decidere in via discrezionale se ordinare la scarcerazione.
Il tribunale polacco prende quindi in considerazione tre ulteriori esercizi di discrezionalità che
un giudice britannico non può determinare: quando ordinare il rilascio; quali condizioni di
licenza imporre al trasgressore durante il periodo di prova a beneficio del trasgressore stesso e
della collettività; e la durata del periodo di prova. Inoltre, per ragioni di cortesia internazionale,
la decisione di rilascio anticipato spetta ai tribunali polacchi e non può essere usurpata dai
tribunali britannici [47]-[63], [68], [74].
Alla luce di queste difficoltà pratiche, delle esigenze di cortesia internazionale e dell’incapacità
dei tribunali britannici di imporre condizioni di licenza quando ordinano il rilascio di un
trasgressore straniero, la Corte Suprema respinge l’opzione tre. La Corte Suprema respinge
anche l’opzione uno. Sebbene abbia un notevole merito, il realismo impone che l’esistenza di
una disposizione di rilascio anticipato dovrebbe avere un certo peso nella valutazione
dell’articolo 8 della CEDU [67]-[75].
Di conseguenza, l’opzione due è quella appropriata. Di norma sarà opportuno tenere conto della
mera possibilità di un rilascio anticipato, ma, salvo in rari casi, i tribunali del Regno Unito non
dovrebbero azzardarsi a prevedere l’esito di una richiesta presentata in Polonia. Tale mera
possibilità aggiunge poco peso alla valutazione dell’articolo 8 della CEDU. Un caso raro, in
relazione al quale un tribunale del Regno Unito può prevedere l’esito di una domanda di
scarcerazione anticipata e attribuire maggiore peso a tale fattore nella valutazione ai sensi
dell’articolo 8 della CEDU, è quello in cui esistono prove concordanti o incontestate sufficienti
a dimostrare (a) che la persona ricercata sarebbe scarcerata ai sensi del Codice penale polacco
su richiesta, (b) quando tale rilascio avrebbe luogo, (c) quali sarebbero il periodo di libertà
vigilata e le condizioni di licenza, e (d) che l’incapacità del tribunale del Regno Unito di imporre
un periodo di libertà vigilata con condizioni non avrebbe influito negativamente sugli interessi
del trasgressore o del pubblico [76]-[80].

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