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anno 2019Corte costituzionaleGiurisprudenza

È incostituzionale l’indebitamento degli enti locali per gestire in disavanzo la spesa corrente per violazione degli artt. 81 e 97 Cost. (Corte cost. sent., 5 dicembre 2018 – 14 febbraio 2019, n. 18)

Di
Redazione
Pubblicato: 14 Febbraio 2019
2 Min di lettura
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È incostituzionale l’art. 1, comma 714, della legge 28 dicembre 2015, n. 208, recante «Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato (legge di stabilità 2016)» che consente agli enti locali in stato di predissesto di ricorrere all’indebitamento, adottando un piano decennale per il recupero del disavanzo poiché in contrasto con gli articoli 81 e 97 della Costituzione. In primo luogo, l’incremento del deficit strutturale e dell’indebitamento per la spesa corrente ha già indotto questa Corte a formulare chiari ammonimenti circa l’impraticabilità di soluzioni che trasformino il rientro dal deficit e dal debito in una deroga permanente e progressiva al principio dell’equilibrio del bilancio. Inoltre, la tendenza a perpetuare il deficit strutturale nel tempo, attraverso uno stillicidio normativo di rinvii, finisce per paralizzare qualsiasi ragionevole progetto di risanamento, in tal modo entrando in collisione sia con il principio di equità intragenerazionale che intergenerazionale. In particolare, l’equità intergenerazionale comporta la necessità di non gravare in modo sproporzionato sulle opportunità di crescita delle generazioni future, garantendo loro risorse sufficienti per un equilibrato sviluppo. Da ultimo, tale disposizione determina l’elusione del principio di responsabilità nell’esercizio della rappresentanza democratica, motivo per cui nessuno degli amministratori eletti o eligendi sarà nelle condizioni di presentarsi al giudizio degli elettori separando i risultati direttamente raggiunti dalle conseguenze imputabili alle gestioni pregresse. Lo stesso principio di rendicontazione, presupposto fondamentale del circuito democratico rappresentativo, ne risulta quindi gravemente compromesso. E, d’altronde, la regola aurea contenuta nell’art. 119, sesto comma, Cost. dimostra come l’indebitamento debba essere finalizzato e riservato unicamente agli investimenti in modo da determinare un tendenziale equilibrio tra la dimensione dei suoi costi e i benefici recati nel tempo alle collettività amministrate. Di fronte all’impossibilità di risanare strutturalmente l’ente in disavanzo, la procedura del predissesto non può essere procrastinata in modo irragionevole, dovendosi necessariamente porre una cesura con il passato così da consentire ai nuovi amministratori di svolgere il loro mandato senza gravose “eredità”.

corte-cost-sent-5-dicembre-2018-14-febbraio-2019-n-18Scarica

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