La Corte Edu si pronuncia sul caso riguardante la sanzione amministrativa comminata al ricorrente per un video pubblicato su TikTok -e presto divenuto virale- in cui criticava la nuova politica dei trasporti di Tbilisi e denunciava irregolarità commesse da funzionari pubblici, rivolgendo loro insulti estremamente volgari e sessualmente espliciti. I Giudici di Strasburgo hanno ritenuto che i tribunali georgiani avessero effettuato un’attenta e ponderata valutazione delle questioni in gioco, distinguendo tra una critica politica energica e una denigrazione personale ostile e gratuita, quest’ultima non tutelata dalla Convenzione. Si è tenuto conto, in particolare, del linguaggio aggressivo e volgare utilizzato e del potenziale impatto, soprattutto sui giovani, degli insulti personali a sfondo sessuale pronunciati su una piattaforma di social media di uso comune. Alla luce di quanto sopra ed anche in ragione della minima gravità della sanzione inflitta, configurabile come interferenza “necessaria in una società democratica”, la Corte non ha, pertanto, riscontrato alcuna violazione della libertà di espressione.
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