Incostituzionali le norme di attuazione statutaria della Regione Sicilia che introducono deroghe al ripiano delle quote annuali di disavanzo (Corte costituzionale, sent. 21 maggio 2024, n. 120)

Con la sentenza in oggetto, la Corte ha dichiarato l’illegittimità costituzionale. 7 del D.L.vo n. 158 del 2019, nella versione previgente, là dove prevedeva di ripianare il disavanzo della Regione Siciliana in un arco temporale massimo di dieci esercizi, per lesione dei principi dell’obbligo di copertura della spesa, dell’equilibrio del bilancio e della sana gestione finanziaria. Accogliendo i rilievi della Corte dei conti e accogliendo un principio già affermato in precedenza, (sentenza n. 9 del 2024), la Corte ha affermato che, in una situazione già precaria per le finanze pubbliche siciliane, la normativa censurata consentiva un indebito ampliamento, ripercuotersi sui già delicati equilibri di bilancio regionali, presidiati dagli artt. 81 e 97, primo comma, Cost., nonché sugli interdipendenti principi di copertura della spesa, di responsabilità nell’esercizio del mandato elettivo e di equità intergenerazionale.
Inoltre ha sottolineato che l’illegittimo ampliamento della capacità di spesa dell’Ente impatta negativamente anche sui conti nazionali con ripercussioni anche per la realizzazione degli obiettivi macroeconomici nazionali e di quelli concordati in sede europea e sovranazionale.

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