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> Blog > Fascicoli > Numero 1-2020 > La brecha de género en la pensión de jubilación: algunos mecanismos correctores y cuestiones pendientes
FascicoliNumero 1-2020

La brecha de género en la pensión de jubilación: algunos mecanismos correctores y cuestiones pendientes

Di
Maria de los Reyes Martinez Barroso
Pubblicato: 29 Aprile 2020
7 Min di lettura
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Sebbene le norme spagnole in materia di sicurezza sociale siano relativamente neutrali dal punto di vista del genere, il ruolo svolto dalle donne nel mercato del lavoro ha importanti ripercussioni in termini di protezione sociale, principalmente in relazione alla pensione di anzianità. Questo studio analizza l’impatto che il ritardo nell’età pensionabile e l’allungamento delle carriere contributive ha sul gruppo femminile, nonché le misure specifiche adottate per correggere il divario di genere, fondamentalmente il riconoscimento di periodi di contribuzione fittizia. e il supplemento di maternità. Per quanto riguarda quest’ultimo, viene analizzato il rimprovero della Corte di giustizia dell’Unione europea per il trattamento discriminatorio della previdenza sociale spagnola contro gli uomini che sono stati “padri”. La Corte ammette l’applicazione di misure di azione positiva per favorire la posizione svantaggiosa delle donne sul posto di lavoro, ma non concede il carattere di azione positiva valido alla misura arbitrata nella legge spagnola perché non subordina la concessione del supplemento pensionistico l’educazione dei figli o l’esistenza di periodi di interruzione del lavoro dovuti a detta causa, ma solo perché le donne beneficiarie hanno avuto almeno due figli biologici o adottati e percepiscono una pensione contributiva di pensionamento, vedovanza o invalidità permanente in qualsiasi regime del sistema. Nella misura in cui il “contributo demografico alla sicurezza sociale” è prevedibile sia per le donne che per gli uomini, il supplemento alla pensione non può essere negato agli uomini che si trovano nella stessa situazione. Infine, approfondisce una serie di domande in sospeso; come l’omissione delle attività di assistenza domestica in prepensionamento o l’esclusione del lavoro a tempo parziale dal prepensionamento parziale e la sua possibile natura discriminatoria.

Although the Spanish Social Security regulations are relatively gender neutral, the role played by women in the labor market has important repercussions in terms of social protection, mainly with regard to the retirement benefit. This study analyzes the impact that the delay in retirement age and the lengthening of contribution careers has on the women, as well as the specific measures adopted to correct the gender gap, fundamentally the recognition of fictitious contribution periods and the maternity supplement. Regarding with the maternity supplement, the reproach of the Court of Justice of the European Union for the discriminatory treatment by the Spanish Social Security of men who have been “fathers” is analyzed. The Court admits the application of positive action measures to favor the disadvantageous position of women in the workplace, but does not grant the valid positive action character to the measure arbitrated in the Spanish law because it does not make the granting of the pension supplement conditional upon the education of the children or the existence of periods of interruption of employment due to said cause, but only because the beneficiary women have had at least two biological or adopted children and receive a contributory pension of retirement, widowhood or permanent disability in any regime of the system. To the extent that the “demographic contribution to Social Security” is predictable for both women and men, the supplement to the pension cannot be denied to men who are in the same situation. Finally, it analyzes outstanding issues, such as the omission of domestic care activities in early retirement or the exclusion of part-time work from early partial retirement and its possible discriminatory nature.

Aunque las normas españolas de Seguridad Social son relativamente neutras en cuanto al género, el papel desempeñado por la mujer en el mercado laboral tiene importantes repercusiones en materia de protección social, fundamentalmente en cuanto se refiere a la  pensión de jubilación. En el presente estudio se analiza el impacto que el retraso de la edad de jubilación y el alargamiento de carreras de cotización tiene en el colectivo femenino, así como las concretas medidas adoptadas para corregir la brecha de género, fundamentalmente el reconocimiento de períodos de cotización ficticia y el complemento de maternidad. Respecto de este último se analiza el reproche del Tribunal de Justicia de la Unión Europea por el trato discriminatorio por parte de la Seguridad Social española a los hombres que han sido “padres”. El Tribunal admite la aplicación de medidas de acción positiva para favorecer la posición desventajosa de las mujeres en el ámbito laboral, pero no concede el carácter de acción positiva válida a la medida arbitrada en el ordenamiento español porque no supedita la concesión del complemento de pensión a la educación de los hijos o a la existencia de períodos de interrupción de empleo debidos a dicha causa, sino únicamente a que las mujeres beneficiarias hayan tenido al menos dos hijos biológicos o adoptados y perciban una pensión contributiva de jubilación, viudedad o incapacidad permanente en cualquier régimen del sistema. En la medida en que la “aportación demográfica a la Seguridad Social” es predicable tanto de mujeres como de hombres no puede sin más negarse el complemento de pensión a los hombres que se encuentren en igual situación. Por último, se adentra en una serie de cuestiones pendientes; como la omisión de las actividades de atención doméstica en la jubilación anticipada o la exclusión del trabajo a tiempo parcial de la jubilación parcial anticipada y su posible carácter discriminatorio.

Barroso -La brecha de género en la pensión de jubilaciónScarica
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