La proposta pone a confronto due distinte riflessioni che rivendicano una funzione fondativa del principio di dignità umana, da un lato quella di Patrick Capps in “HumanDignity and the Foundations of International Law” e dall’altra quella di Paolo Heritier in “La dignità disabile”. Lo spunto permette di consolidare la crisi delle fondazioni puramente formalistiche e dall’insufficienza della sola positività normativa a spiegare come il diritto possa vincolare non soltanto in termini di efficacia, ma anche di riconoscimento e legittimazione. La dignità viene, così, indagata come meta-principio o, più radicalmente, come luogo teorico in cui il diritto incontra il proprio limite interno e la propria condizione di senso. La proposta di dialogo tra i due autori dimostra come il fondamento non possa essere inteso, né in chiave meramente sostantiva, né in senso esclusivamente procedurale, ma richieda una mediazione tra valore della persona, struttura istituzionale e forme simboliche della legittimazione.
The proposal sets in dialogue two distinct lines of thought that both claim a foundational role for the principle of human dignity: on the one hand, Patrick Capps’s Human Dignity and the Foundations of International Law and, on the other, Paolo Heritier’s La dignità disabile. This starting point makes it possible to consolidate the critique of purely formalistic foundations and of the insufficiency of normative positivity alone to explain how law can bind not only in terms of effectiveness, but also in terms of recognition and legitimacy. Human dignity is thus examined as a meta-principle or, more radically, as the theoretical site at which law encounters its own internal limit and its condition of meaning. The proposed dialogue between the two authors shows that the law-foundation cannot be understood either in a merely substantive key or in an exclusively procedural sense but instead requires a mediation between the value of the person, institutional structure, and the symbolic forms of legitimation.

