Il Consiglio di Stato, chiamato a pronunciarsi sulla legittimità della rimodulazione legislativa degli incentivi alla produzione di energia elettrica da fonte fotovoltaica (c.d. “spalma-incentivi”), applicata a rapporti in corso e incidente su benefici economici non ancora maturati, ha statuito che tale intervento normativo non viola i diritti fondamentali tutelati dagli artt. 16 e 17 della Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea, né i principi di certezza del diritto e di tutela del legittimo affidamento custoditi dalla lex fundamentalis.
Più specificamente, i giudici di Palazzo Spada, sulla scorta della consolidata giurisprudenza costituzionale e delle interpretazioni già fornite dalla Corte di giustizia, hanno avuto modo di ribadire che le evoluzioni normative in ordine ai regimi di sostegno non violano il principio dell’affidamento qualora si inseriscano in un settore strutturalmente regolato, perseguano un interesse generale e siano in grado di realizzare un equo bilanciamento tra la sostenibilità del sistema incentivante e gli interessi economici degli operatori.
In tale contesto, l’operatore economico non può avanzare alcuna pretesa sull’immutabilità del regime incentivante, trattandosi di un’utilità di fonte legale e in quanto tale sottratta alla disponibilità negoziale delle parti e assoggettata al rischio normativo d’impresa.

