Il contributo analizza la controversa decisione della Corte costituzionale romena di annullare le elezioni presidenziali del 2024 alla vigilia del secondo turno, avendo riscontrato gravi irregolarità legate all’uso distorsivo di intelligenza artificiale e social media. L’analisi si sviluppa su tre livelli: giuridico, politico ed europeo. Se, dal punto di vista giuridico, la Sentenza appare poco fondata sul piano normativo e non adeguatamente argomentata, dal punto di vista politico se ne può proporre una lettura nel senso di un Panic Shot della Corte romena, messa sotto pressione dall’avanzata di forze sovraniste e illiberali. In prospettiva europea, il caso romeno evidenzia tanto le attuali fragilità del progetto politico dell’integrazione quanto l’urgenza di un rinnovamento politico dell’Unione per contrastare efficacemente il democratic backsliding.
The paper focuses on the controversial decision of the Romanian Constitutional Court to annul the 2024 presidential elections on the eve of the runoff, having found serious irregularities related to the manipulative use of artificial intelligence and social media. The analysis unfolds on three levels: legal, political, and European. While from a legal perspective the ruling appears to lack a solid normative basis and sufficient reasoning, politically it can be interpreted as a “panic shot” by the Romanian Court, under pressure from the rise of sovereigntist and illiberal forces. From a European standpoint, the Romanian case highlights both the current weaknesses of the political integration project and the urgent need for the European Union to undergo political renewal in order to effectively counter democratic backsliding.

