Il saggio riconduce il concetto di oggetto del divieto (Verbotsmaterie), che Welzel attribuisce al diritto naturale senza indicarne la fonte, alla dottrina pufendorfiana degli entia moralia e alla nozione di obbligo come qualità morale operativa. Individuato nel verbo indicativo di una condotta il nucleo necessario della fattispecie, vi si ravvisa il criterio che dà contenuto al principio di lex certa sancito dalla Costituzione brasiliana: ne derivano l’illegittimità delle incriminazioni costruite su un verbo di collegamento e, per converso, la compatibilità di elementi normativi e norme penali in bianco, purché circoscritti al predicato del verbo nucleare.
The essay traces the concept of the object of prohibition (Verbotsmaterie), which Welzel attributes to natural law without identifying its source, back to Pufendorf’s doctrine of entia moralia and his notion of obligation as an operative moral quality. Once a verb denoting conduct is identified as the necessary core of every offence, it is argued that this verb provides the criterion giving substance to the lex certa requirement of the Brazilian Constitution. Offences built around a copular verb are therefore unconstitutional. Normative elements and blank criminal provisions, by contrast, remain admissible, provided they bear solely on the predicate of the core verb.

