Caso Siri: la Corte costituzionale annulla la deliberazione del Senato di diniego dell’autorizzazione all’utilizzo delle intercettazioni telefoniche in quanto del tutto occasionali (Corte cost., sent. 21 maggio – 2 luglio 2024, n. 117)

Con sent. n. 117 del 2024 i giudici costituzionali hanno accolto il ricorso per conflitto di attribuzioni interorganico sollevato dal Tribunale di Roma che, captando sull’utenza di un soggetto non parlamentare conversazioni del senatore A. Siri, si era vista negare dal Senato l’autorizzazione all’utilizzo delle intercettazioni. La Corte, in particolare, ha ritenuto che non vi fosse alcun elemento sintomatico idoneo a valutare tali intercettazioni come “indirette” e, pertanto, essendo del tutto occasionali, dal diniego al relativo utilizzo opposto dal Senato è conseguita una menomazione delle attribuzioni del Giudice ricorrente.
Invero, limitatamente alle captazioni successive al 15 maggio 2018, la Corte ha stabilito che il Senato debba procedere ad una nuova valutazione in ordine alla «sussistenza dei presupposti ai quali l’utilizzazione delle intercettazioni effettuate in un diverso procedimento è condizionata, ai sensi dell’art. 6, comma 2, della medesima legge».

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