La tutela del paesaggio e del patrimonio storico e artistico e il potere di pianificazione urbanistica (Consiglio di Stato, sez. II, sent. 1° ottobre 2019 – 14 novembre 2019, n. 7839)

La tutela del paesaggio e del patrimonio storico e artistico è principio fondamentale della Costituzione (art. 9) ed ha carattere di preminenza rispetto agli altri beni giuridici che vengono in rilievo nella difesa del territorio, di tal che anche le previsioni degli strumenti urbanistici devono necessariamente coordinarsi con quelle sottese alla difesa di tali valori. […]

Concorso Portoghesi, 12; DSGA: alla Corte costituzionale la questione concernente il requisito di anzianità di servizio previsto per gli assistenti amministrativi privi di titolo di studio (Consiglio di Stato, sez. VI, sent. 7 novembre 2019 – 13 novembre 2019, n. 7809)

È rilevante e non manifestamente infondata la questione di legittimità costituzionale dell’articolo 1, comma 605, della legge 27 dicembre 2017 n. 205, in riferimento agli articoli 3, 51 e 97 della Costituzione, nella parte in cui prevede che il requisito dell’anzianità di tre anni di servizio, richiesto ai soggetti privi del titolo di studio per […]

È a carico del richiedente la prova della data utile per fruire del condono (Consiglio di Stato, sez. II, sent. 11 novembre 2019, n. 7678)

Secondo il Supremo giudice amministrativo spetta all’interessato l’onere di provare l’ultimazione del manufatto alla data ultima utile per beneficiare del condono edilizio, giacché il periodo di realizzazione delle opere costituisce elemento fattuale rientrante nella disponibilità della parte che invoca la sussistenza del presupposto temporale per usufruire del condono edilizio.

No ai benefici anche se l’aggravante del metodo mafioso non è formalmente contestata. (Cass. Pen., Sez. I, 26 giugno-8 ottobre 2019, n. 41235)

Il no ai benefici penitenziari con la condanna all’ergastolo ostativo, scatta anche quando l’aggravante del metodo mafioso per agevolare il clan non è stata formalmente contestata, ma verificata come sussistente dal Tribunale di sorveglianza, attraverso l’esame del contenuto della sentenza di condanna. Pesa, infatti, la qualificazione sostanziale dei delitti giudicati.

La Cassazione in tema di misure alternative alla detenzione. (Cass. Pen., Sez. I, 4 giugno-4 ottobre 2019, n. 40842)

In tema di misure alternative alla detenzione, deve essere respinta la richiesta di detenzione domiciliare speciale avanzata dal padre detenuto per accudire il figlio minore, avanzata sul presupposto dell’assenza della madre e della inidoneità dei nonni paterni di garantire, a causa dell’età e delle condizioni di salute, la necessaria assistenza ed educazione al minore, mancando […]

Curatore fallimentare e vincoli penali anteriori al fallimento (Cass. Pen., Sez. Un, sent. 26 settembre – 13 novembre 2019, n. 45936)

Le Sezioni Unite si sono espresse sulla seguente questione: “se il curatore fallimentare sia legittimato a chiedere la revoca del sequestro preventivo a fini di confisca e ad impugnare i provvedimenti in materia cautelare reale quando il vincolo penale sia stato disposto prima della dichiarazione di fallimento“. In riferimento alla problematica relativa alla legittimità dell’impugnazione […]

Procedimento innanzi al Giudice di Pace e particolare tenuità del fatto: può la mancata interlocuzione tra le parti essere impugnata dalla parte pubblica? (Cass. Pen., sez. I, sent. 13 settembre – 15 novembre 2019, n. 46433)

La parte pubblica non ha interesse a dedurre in sede di legittimità l’omessa interlocuzione preventiva di cui al d.lg. n. 274 del 2000, art. 34, comma 3 (declaratoria di particolare tenuità del fatto nei procedimenti di competenza del giudice di pace) trattandosi di disposizione in rito la cui violazione non determina una nullità assoluta, essendo […]

I poteri della Suprema Corte in tema di riformulazione della pena irrogata dal giudice di merito che, in presenza di continuazione, superi la soglia prevista dall’art. 81 c.p. (Cass. Pen., sez. III, sent. 2 luglio – 14 novembre 2019, n. 46370)

Qualora l’aumento per la continuazione determinato dal giudice di merito superi il limite massimo del triplo della pena inflitta per la violazione ritenuta più grave, la Corte di cassazione, nell’annullare la sentenza senza rinvio, ridetermina direttamente la sanzione fissandola nel valore triplo di quella inflitta per il reato-base, ritenuta la pena quale risultante dall’applicazione delle […]

La mancata fermata da parte di chi ha provocato un sinistro stradale non può essere qualificata in termini di mero tentativo (Cass. Pen., sez. IV, sent. 5 novembre – 14 novembre 2019, n. 46213)

La mancata fermata, punita dall’art. 189, comma 1, codice della strada, costituisce una condotta omissiva istantanea e non frazionabile, a cui, peraltro, non deve seguire alcun evento, sicché l’inadempimento all’obbligo giuridico collegato alla provocazione del sinistro si verifica immediatamente e non ne è configurabile, per la sua stessa struttura, una interruzione.