La Corte Edu sulle procedure giuridiche di cambiamento del genere (CEDU, sez. V, sent. 12 giugno 2025, ric. n. 33037/22)

Nella pronuncia qui annotata, la Corte di Strasburgo è stata chiamata a decidere sulla presunta violazione dell’art. 8 della Convenzione Edu in seguito al ricorso introdotto da parte di un cittadino della Repubblica ceca il quale aveva presentato richiesta di modifica del codice numerico personale (numero di nascita), indicante il genere sessuale, sulla carta d’identità; tuttavia, tale richiesta era stata respinta da parte delle autorità nazionali poiché il ricorrente aveva rifiutato di sottoporsi all’intervento chirurgico di riassegnazione sessuale, assunto invece quale condizione legale per la modifica richiesta.
A tal riguardo, la Corte sottolinea come la previsione di una simile condizione – che subordina il riconoscimento giuridico della nuova identità di genere delle persone transgender alla sottoposizione ad un intervento chirurgico implicante la disabilitazione della funzione riproduttiva e l’alterazione degli organi sessuali – equivalga a subordinare il pieno esercizio del loro diritto al rispetto della vita privata ai sensi dell’articolo 8 della Convenzione alla loro rinuncia al pieno esercizio del proprio diritto al rispetto dell’integrità fisica.
Pertanto, i giudici hanno dichiarato la violazione del parametro convenzionale.

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