La Corte Edu si pronuncia sul caso riguardante i sospetti di tre madri sulla sorte dei loro bambini, nati tra il 1986 e il 1994, presumibilmente rapiti negli ospedali statali e dati illegalmente in adozione. I Giudici di Strasburgo, rilevando somiglianze tra questo caso e il caso Zorica Jovanović c. Serbia, ritengono che la Croazia sia venuta meno al suo dovere (“obbligo positivo continuativo”) ai sensi dell’art. 8 della Convenzione, invitando lo Stato ad istituire un meccanismo volto a fornire sostegno a tutti i genitori che versino in una situazione simile: tale meccanismo deve essere vigilato da un organismo indipendente dotato di adeguati poteri e deve essere in grado di fornire risposte credibili riguardo al destino di ciascun bambino, nonché offrire un risarcimento adeguato, ove necessario. Di qui il riconoscimento all’unanimità dell’avvenuta violazione dell’art. 8 (diritto al rispetto della vita privata e familiare) della Convenzione europea dei diritti umani.
venerdì, Ott 16, 2026
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