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> Blog > Fascicoli > Numero 3/2026 > Diritti fondamentali nel multilivello securitario: potenziale unificante e deficit democratici nelle missioni in Mali (Italia–Francia)
FascicoliNumero 3/2026

Diritti fondamentali nel multilivello securitario: potenziale unificante e deficit democratici nelle missioni in Mali (Italia–Francia)

Di
Fatoumata Diawara
Pubblicato: 14 Settembre 2026
4 Min di lettura
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Le missioni militari multilaterali nel Sahel, e in particolare in Mali, rappresentano uno dei contesti nei quali le tensioni tra sicurezza, diritti fondamentali e legittimazione democratica emergono con maggiore evidenza nel costituzionalismo contemporaneo. L’intreccio tra diritto costituzionale interno, diritto dell’Unione europea, diritto internazionale e tutela multilivello dei diritti fondamentali ha progressivamente rafforzato i parametri giuridici di legittimazione dell’azione militare, senza che a tale evoluzione sia corrisposto un analogo consolidamento dei meccanismi di accountability democratica.

Il contributo analizza, secondo un approccio giuridico-comparato, i modelli di autorizzazione e controllo parlamentare dell’impiego della forza in Italia e in Francia, assumendo anche la prospettiva costituzionale dello Stato ospitante quale chiave interpretativa del rapporto tra sicurezza, sovranità e diritti fondamentali. In questa prospettiva, il Mali assume rilievo quale osservatorio privilegiato per valutare come le missioni internazionali incidano sugli equilibri costituzionali dello Stato ospitante e sulla relazione tra legalità dell’azione militare e legittimazione democratica.

L’analisi mostra che la governance multilivello della sicurezza favorisce una progressiva convergenza degli standard formali di legalità, mentre i meccanismi di responsabilità democratica tendono a frammentarsi nella moltiplicazione dei livelli decisionali e delle catene di comando. Il caso Bounti (2021), il progressivo disimpegno delle missioni e operazioni internazionali dal Mali (2022-2024), il successivo ricorso a personale militare straniero non inquadrato in missioni multilaterali, nonché la controversa vicenda di Moura (2022), costituiscono i principali riferimenti empirici dai quali emerge come la crescente complessità della governance della sicurezza non determini automaticamente un corrispondente rafforzamento dell’accountability democratica.

Multilateral military missions in the Sahel, and in Mali in particular, represent one of the contexts in which the tensions between security, fundamental rights, and democratic legitimation emerge most clearly in contemporary constitutionalism. The interaction between domestic constitutional law, European Union law, international law, and the multilevel protection of fundamental rights has progressively strengthened the legal parameters governing the legitimation of military action, without a corresponding consolidation of democratic accountability mechanisms.

The article analyses, through a comparative legal approach, the models of parliamentary authorization and oversight of the use of force in Italy and France, incorporating the constitutional perspective of the host state as an interpretive framework for understanding the relationship between security, sovereignty, and fundamental rights. Within this framework, Mali emerges as a privileged observatory for assessing how international missions affect the constitutional equilibria of the host state and the relationship between the legality of military action and democratic legitimation.

The analysis shows that multilevel security governance fosters a progressive convergence of formal legality standards, while democratic accountability mechanisms tend to fragment across multiplying decision-making levels and chains of command. The Bounti case (2021), the progressive drawdown of international missions and operations from Mali (2022–2024), the subsequent recourse to foreign military personnel operating outside any multilateral mission framework, and the disputed events at Moura (2022), serve as the principal empirical reference points from which it emerges that the growing complexity of security governance does not automatically produce a corresponding strengthening of democratic accountability.

Diawara_Diritti fondamentali nel multilivello securitarioDownload

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