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Reading: La Public Interest Immunity (PII), ovvero l’immunità per motivi di interesse pubblico,viene invocata quando un aspetto rilevante dell’interesse pubblico indica che le prove che sarebbero altrimenti rilevanti e ammissibili in un procedimento giudiziario non devono essere divulgate o rese di dominio pubblico e devono quindi essere trattate come inammissibili o ammissibili solo sotto forma di sintesi delle informazioni contenute nelle prove.(Supreme Court of the United Kingdom, 17 Dicembre 2025, 47)
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La Public Interest Immunity (PII), ovvero l’immunità per motivi di interesse pubblico,viene invocata quando un aspetto rilevante dell’interesse pubblico indica che le prove che sarebbero altrimenti rilevanti e ammissibili in un procedimento giudiziario non devono essere divulgate o rese di dominio pubblico e devono quindi essere trattate come inammissibili o ammissibili solo sotto forma di sintesi delle informazioni contenute nelle prove.(Supreme Court of the United Kingdom, 17 Dicembre 2025, 47)

Di
Redazione
Pubblicato: 11 Marzo 2026
13 Min di lettura
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Contesto del ricorso
Il presente ricorso riguarda il criterio da applicare quando un tribunale riesamina una decisione
del coroner di divulgare informazioni essenziali sulle quali un ministro, in nome della Corona,
ha invocato l’immunità per motivi di interesse pubblico (Public Interest Immunity, PII). La PII
entra in gioco quando un aspetto rilevante dell’interesse pubblico indica che le prove che
sarebbero altrimenti rilevanti e ammissibili in un procedimento giudiziario non devono essere
divulgate o rese di dominio pubblico e devono quindi essere trattate come inammissibili o
ammissibili solo sotto forma di sintesi delle informazioni contenute nelle prove.
Il ricorso riguarda una contestazione di due decisioni prese da Louisa Fee (“il coroner”) di
divulgare le informazioni essenziali sulle quali il Segretario di Stato per l’Irlanda del Nord,
agendo per conto del Ministro di Stato per l’Irlanda del Nord (insieme, il “Segretario di Stato”),
ha fatto valere la PII. Le decisioni sono state prese nel contesto dell’inchiesta sulla morte di Liam
Paul Thompson (“il defunto”), ucciso a colpi di arma da fuoco nel 1994 vicino a una breccia nella
linea di pace che separa i quartieri nazionalisti e unionisti di Belfast. Nessuno è mai stato
ritenuto responsabile della sua morte. L’inchiesta è stata aperta nell’agosto 1995, ma è stata
oggetto di lunghi e profondamente inquietanti ritardi. Le udienze sono iniziate davanti al
coroner il 3 aprile 2023. L’inchiesta è proseguita in “moduli” di prove. Il terzo e ultimo modulo
di prove sarebbe dovuto iniziare il 26 febbraio 2024 e sarebbe durato 3 settimane.
A seguito del Northern Ireland Troubles (Legacy and Reconciliation) Act 2023 (“la legge del
2023”), a meno che il coroner non avesse ascoltato tutte le prove nell’inchiesta entro il 1° maggio
2024, non sarebbe stato in grado di emettere una decisione definitiva, un verdetto o delle
conclusioni.
Una delle questioni da esaminare nel terzo modulo era se le forze di sicurezza avessero ricevuto
informazioni da una fonte di intelligence umana segreta (un informatore) o altre informazioni
sensibili e riservate in relazione alla morte del defunto. Il Ministero della Difesa e il Servizio di
Polizia dell’Irlanda del Nord erano in possesso di documenti rilevanti o potenzialmente rilevanti
per tale questione. Tuttavia, il Segretario di Stato ha ritenuto che la divulgazione di tali
documenti sarebbe stata contraria all’interesse pubblico di proteggere la sicurezza nazionale, in
particolare perché sarebbe stata contraria alla politica di non confermare né negare l’uso di
informatori o altre fonti segrete di informazione. Il Segretario di Stato ha quindi sostenuto che
ai documenti in questione fossero allegate informazioni di interesse pubblico. Il capo della
polizia dell’Irlanda del Nord (“il capo della polizia”) ha sostenuto tale affermazione. Nel loro
insieme, i documenti sono stati denominati “Cartelle 1-7”.
Di conseguenza, prima di poter ascoltare le prove nel modulo tre, il coroner ha dovuto decidere
se accogliere la richiesta di PII relativa alle cartelle 1-7 e, in tal caso, se fosse comunque
nell’interesse pubblico divulgare parte del materiale contenuto in tali documenti sotto forma di
sintesi (redatta in modo tale da proteggere eventuali informazioni riservate). Il coroner ha
tenuto delle udienze nel febbraio 2024 al fine di prendere tale decisione.
Il coroner ha deciso di accogliere la richiesta di PII relativa alle cartelle 1-7. Tuttavia, ha anche
deciso che una sintesi delle informazioni contenute nella cartella 7 dovesse essere divulgata e
ammessa come prova nell’inchiesta (“sintesi 1”). Il Segretario di Stato e il Capo della Polizia
hanno impugnato questa decisione con un ricorso per revisione giudiziaria dinanzi all’Alta
Corte. L’Alta Corte ha applicato i normali standard di revisione del diritto pubblico, chiedendo
se la decisione del coroner rientrasse in una gamma di risposte ragionevoli, e ha confermato la
decisione. Dopo un dibattito con il capo della polizia, il coroner ha quindi emesso una nuova
sentenza secondo cui doveva essere divulgato un riassunto rivisto della cartella 7 (“riassunto
2”), che sostituiva il riassunto 1. Il capo della polizia ha accettato la decisione del coroner di
emettere il riassunto 2, ma il Segretario di Stato ha impugnato tale decisione con un ricorso
giurisdizionale dinanzi all’Alta Corte. L’Alta Corte ha nuovamente applicato i normali standard
di diritto pubblico e ha confermato la decisione del coroner.
Il Segretario di Stato ha presentato ricorso alla Corte d’appello. A maggioranza, la Corte
d’appello (Keegan LCJ e Horner LJ; McCloskey LJ dissenziente) ha respinto il ricorso. La
maggioranza ha concordato con l’Alta Corte sul fatto che gli standard applicabili fossero quelli
ordinari di revisione del diritto pubblico, correttamente informati dal contesto. Di conseguenza,
non spettava alla corte determinare autonomamente la fondatezza della decisione di divulgare
i contenuti essenziali. McCloskey LJ, in dissenso, ha sostenuto che, nel valutare il bilanciamento
effettuato da un tribunale di grado inferiore, il ruolo di una corte d’appello è quello di
riconsiderare e non solo di supervisionare, per cui deve determinare autonomamente la
questione della divulgazione. Egli avrebbe accolto il ricorso.
Il Segretario di Stato ricorre alla Corte Suprema.
Sentenza
La Corte Suprema accoglie all’unanimità il ricorso. Lord Sales e Lord Stephens emettono la
sentenza, con cui concordano Lord Reed, Lord Hodge e Lord Lloyd-Jones. Essa stabilisce che
nessuno dei due elementi essenziali debba essere divulgato.
Motivi della sentenza
La questione se un elemento di prova sia coperto dal PII è una questione sostanziale di diritto
probatorio. Né l’autorità pubblica che rivendica il PII, né il tribunale che determina se il PII sia
applicabile, hanno alcuna discrezionalità in materia. Si tratta di una questione oggettiva se
l’interesse pubblico richieda che la prova non sia divulgata. Un tribunale d’appello o di revisione
deve quindi determinare se il tribunale di primo grado abbia individuato la norma di diritto
sostanziale pertinente alla luce di una corretta valutazione dell’interesse pubblico e l’abbia
applicata correttamente [124].
A tal fine esiste un unico interesse pubblico generale, sebbene tale interesse unico sia valutato
tenendo conto dei vari aspetti che lo caratterizzano, compresi quelli a favore della divulgazione
e quelli contrari alla divulgazione. Il compito del tribunale di primo grado nel determinare se
un elemento di prova sia soggetto a PII è quello di identificare dove risiede l’interesse pubblico
generale.
[126]. Il tribunale effettua tale determinazione conducendo un esercizio di bilanciamento che
comporta la ponderazione degli aspetti contrastanti dell’interesse pubblico, come spiegato in R
v Chief Constable of the West Midlands, ex p Wiley [1995] 1 AC 274 (“Wiley”) [125]-[127].
Se il tribunale di primo grado identifica erroneamente l’interesse pubblico, allora ha commesso
un errore di diritto e un tribunale d’appello o di revisione è tenuto a correggere l’errore [126].
Questo approccio è sostenuto dalle principali autorità (Conway v Rimmer [1968] AC 910; R v
Lewes Justices, ex p Secretary of State for the Home Department [1973] AC 388; e Wiley) [127]-
[128].
Nel valutare l’esistenza e la portata del pregiudizio all’interesse pubblico invocato dall’autorità
pubblica che fa valere il PII, il tribunale si baserà sulla valutazione di tale autorità, fatta salva la
conformità ai normali principi di diritto pubblico (il tribunale verificherà, in particolare, che il
parere dell’autorità pubblica su tale aspetto dell’interesse pubblico non sia irrazionale) [35]-[39];
[129]-[130]. Nelle circostanze del caso di specie, è il parere del Segretario di Stato in merito
all’interesse pubblico che prevale su quello del Capo della Polizia [36]-[39].
Un tribunale di primo grado (e in particolare un coroner che conduce un’inchiesta) deve prestare
grande attenzione ad essere pienamente e accuratamente informato sugli aspetti contrastanti
dell’interesse pubblico prima di giungere a una conclusione complessiva sulla necessità o meno
di divulgare le informazioni. Poiché un’inchiesta è un’indagine inquisitoria (piuttosto che
contraddittoria) sulle circostanze di un decesso, la possibilità per una parte in causa in un
procedimento contraddittorio di non presentare prove al fine di evitare l’impatto negativo sulla
divulgazione dell’interesse pubblico, qualora la parte in causa lo ritenga importante, non è
disponibile [133]-[144].
Quando un tribunale decide che il contenuto essenziale di informazioni sensibili debba essere
divulgato, tale contenuto diventa la prova rilevante in sostituzione dei materiali sottostanti. La
questione fondamentale che il tribunale deve valutare nel determinare se il contenuto essenziale
debba essere divulgato rimane la stessa: l’interesse pubblico generale è favorevole alla
divulgazione del contenuto essenziale? Anche in questo caso, la questione deve essere risolta
effettuando la valutazione di Wiley [135].
Applicando tali principi, la Corte Suprema rileva sei errori nelle decisioni del coroner di
divulgare le informazioni essenziali [137]-[157]. In primo luogo, il coroner non ha applicato il
criterio corretto prima di discostarsi dalla valutazione del Segretario di Stato in merito alla
natura e all’entità del danno alla sicurezza nazionale che deriverebbe dalla divulgazione [138]-
[139]. In secondo luogo, il coroner ha erroneamente concluso che non era necessario effettuare
un esercizio di bilanciamento [140]-[141]. In terzo luogo, il coroner (quando, in una parte
alternativa del suo ragionamento, ha effettuato un esercizio di bilanciamento) non ha tenuto
conto della valutazione del Segretario di Stato sulla natura e l’entità del danno alla sicurezza
nazionale [142]-[143]. In quarto luogo, il coroner ha erroneamente omesso di ottenere il parere
del Segretario di Stato prima di prendere qualsiasi decisione in merito alla divulgazione del
contenuto essenziale delle informazioni contenute nella cartella 7 [144]-[145]. In quinto luogo,
in relazione alla richiesta di PII, il coroner avrebbe dovuto identificare il richiedente come il
Segretario di Stato, anziché il capo della polizia. Questa omissione ha indotto il coroner a
commettere l’errore di non aver provveduto ad ottenere e valutare le opinioni motivate del
Segretario di Stato prima di decidere di divulgare i punti salienti [146]-[147]. In sesto luogo, il
coroner non ha tenuto conto del fatto che non vi era alcuna possibilità che le prove dell’inchiesta
fossero completate prima della scadenza del 1° maggio 2024. Si trattava chiaramente di una
considerazione rilevante nell’esercizio di bilanciamento [148]-[157].
L’Alta Corte e la maggioranza della Corte d’appello sono cadute in errore non riconoscendo tali
errori. Inoltre, l’Alta Corte e la maggioranza della Corte d’Appello hanno commesso un errore
nel ritenere di essere limitati a riesaminare la decisione del coroner sulla base di motivi di diritto
pubblico ordinario e nel non riconoscere che, in qualità di corte di revisione, avrebbero dovuto
formarsi una propria opinione sulla correttezza o meno del coroner nel merito e su dove
risiedesse l’interesse pubblico complessivo [123]-[128]; [158]-[160].
Nel condurre l’esercizio di bilanciamento Wiley, la Corte Suprema ritiene che l’equilibrio
dell’interesse pubblico sia chiaramente contrario alla divulgazione dei due punti salienti [164].
Di particolare rilevanza per l’esercizio di bilanciamento in questo caso è il fatto che il termine
previsto dalla legge impedisce il completamento dell’inchiesta e che, in ogni caso, le decisioni
del PII relative alle cartelle 1-7 impediscono al coroner di adempiere alla sua funzione prevista
dalla legge, poiché le restrizioni relative alle prove ammissibili nell’inchiesta le impediscono di
indagare e formulare conclusioni su tutti i fatti rilevanti [164]. Un’indagine completa sulla morte
del defunto potrebbe invece essere condotta mediante un’inchiesta legale che utilizzi una
procedura speciale a porte chiuse, se del caso, per consentire di esaminare e formulare
conclusioni su qualsiasi informazione segreta sensibile. In alternativa, si potrebbe prendere in
considerazione una revisione da parte della Commissione indipendente per la riconciliazione e
il recupero delle informazioni [166]. L’appello è accolto [165].
I riferimenti tra parentesi quadre rimandano ai paragrafi della sentenza.

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