Nella decisione qui annotata, la Corte di Strasburgo si è pronunciata in merito al ricorso presentato
da un cittadino serbo il quale lamentava di essere stato sottoposto a un trattamento medico contro
la sua volontà e di essere stato trattenuto in un ospedale in assenza di qualsiasi autorizzazione. In
particolare, fra gli altri motivi di doglianza, il ricorrente lamentava che la sua detenzione in ospedale
per novanta ore fosse stata illegittima e arbitraria, in violazione dell’articolo 5 della Convenzione.
Nel merito, la Corte ha ribadito il principio di diritto secondo il quale qualsiasi privazione della
libertà deve essere legittima e priva di elementi di arbitrarietà; nel caso di specie, ove è stata
riscontrata la mancanza di un verbale redatto dalla polizia circa l’arresto del ricorrente e la sua
successiva detenzione, la Corte osserva come tale lacuna sia incompatibile con il principio di legalità,
in evidente contrasto con l’art. 5 della Convenzione. A ciò si aggiunga che il ricorrente non era stato
neppure tempestivamente e adeguatamente informato dei motivi per cui era stato privato della
libertà, così impedendogli sia di adire un tribunale per contestare la legittimità della sua detenzione
sia di chiedere una revisione giudiziaria della misura limitativa della sua libertà.
Alla luce di quanto osservato, la Corte ha dunque accertato la violazione del parametro
convenzionale evocato.

