La CEDU sulle condanne di militanti ecologisti per aver rimosso dai comuni il ritratto del Presidente francese (CEDU, sez. V, sent. 3 luglio 2025, ricc. nn. 40899/22, 41621/22 e 42956/22)

La Corte Edu si pronuncia sul caso riguardante la condanna penale inflitta a militanti ecologisti per
aver rimosso e portato via il ritratto del Presidente della Repubblica da diversi comuni francesi,
azione simbolica volta a denunciare l’inadeguatezza delle misure statali in materia di lotta ai
cambiamenti climatici.
I Giudici di Strasburgo hanno, innanzitutto, rilevato la cura prestata dai tribunali nazionali nel
valutare la proporzionalità dell’ingerenza in questione dal punto di vista dell’art. 10 della
Convenzione che tutela la libertà di espressione, tenendo conto del contesto delle attività e delle
motivazioni dei ricorrenti. In particolare, si è ritenuto che i tribunali nazionali avessero
adeguatamente valutato il significato simbolico delle azioni ed opportunamente distinto tra la
rimozione dei ritratti, di per sé sufficiente a esprimere chiaramente il messaggio voluto dai ricorrenti
e la successiva appropriazione dei dipinti, che invece costituisce reato di furto. Ecco che le decisioni
di condanna dei ricorrenti erano validamente fondate sul fatto che i ritratti non erano stati restituiti
e quindi sul reato commesso.
Considerati sia l’importo esiguo delle sanzioni pecuniarie inflitte ai ricorrenti, sia la loro
sospensione, la Corte ha valutato tali pene più che clementi e quindi non sproporzionate rispetto al
legittimo obiettivo perseguito.
Di qui la decisione, a maggioranza, che esclude l’avvenuta violazione della libertà di espressione.

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