La Corte EDU sull’uso di armi protettive durante manifestazioni pubbliche in Germania (CEDU sez. II, sentenza 20 maggio 2025 ric. n. 44241/20 )

La decisione della Corte EDU ha riguardato il caso di un cittadino tedesco, condannato per aver
indossato una visiera di plastica con la scritta “Smach Capitalism” durante una manifestazione
pubblica, in violazione dei §§ 17a(1) e 27(2) § 1 della Legge sulle assemblee e i cortei pubblici
( Versammlungsgesetz ), che vieta il porto di armi protettive durante le assemblee pubbliche all’aperto.
Il ricorrente ha lamentato la violazione del diritto alla sua libertà di riunione e di espressione ai sensi
degli articoli 10 e 11 della Convenzione.
La Corte EDU ha deciso il caso unicamente sulla base dell’articolo 11, sebbene in combinato disposto
con l’articolo 10 della Convenzione, verificando anzitutto se vi fosse stata un’interferenza con il
diritto alla libertà di riunione pacifica. All’uopo essa ha ribadito che un individuo non cessa di
godere del diritto alla libertà di riunione pacifica a seguito di episodi di violenza sporadica o di altri
atti punibili commessi da altri nel corso della manifestazione se l’individuo in questione mantiene
un atteggiamento pacifico nelle proprie intenzioni o nel proprio comportamento. E che l’onere di
provare le intenzioni violente degli organizzatori di una manifestazione incombe alle stesse autorità.
Nel caso di specie, i Giudici di Strasburgo hanno constatato l’assenza di prove sufficientemente
adeguate, atte a dimostrare la natura non pacifica della manifestazione e della condotta del
ricorrente. In ragione di ciò, l’irrogata condanna penale si è tradotta in una “interferenza non
necessaria in una società democratica”, non essendo stato adeguatamente bilanciato il diritto del
ricorrente alla libertà di riunione con l’obiettivo legittimo di prevenire disordini e violenza, con
conseguente violazione dell’articolo 11 § 1 della Convenzione.

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