La Corte Edu sulla garanzia del rispetto della vita privata nei casi di inquinamento ambientale (CEDU, sez. I, sent. 6 maggio 2025, ric. n. 52854/18)

La decisione qui annotata, pronunciata contro l’Italia, è stata assunta dalla Corte Edu sul
presupposto che le autorità italiane, in violazione dell’art. 8 della Convenzione, hanno omesso di
adottare misure di protezione per ridurre al minimo o eliminare gli effetti dell’inquinamento
ambientale causato dal continuo funzionamento di una fonderia sita nei pressi dell’abitazione dei
ricorrenti.
Più in generale, con riferimento alla valutazione della responsabilità degli Stati nelle questioni
ambientali, la Corte ribadisce che le autorità nazionali, pur godendo di un certo margine di
apprezzamento, hanno l’obbligo di adottare normative adeguate alle caratteristiche specifiche
dell’attività in questione (soprattutto se pericolosa), in particolare per quanto riguarda il livello di
rischio potenzialmente connesso.
Nel caso di specie, i giudici di Strasburgo hanno constatato che le autorità nazionali, dopo aver
autorizzato la lottizzazione residenziale dell’area circostante la fonderia, non hanno adottato tutte le
misure necessarie per garantire l’effettiva tutela del diritto al rispetto della vita privata delle persone
interessate, lasciando che queste ultime fossero esposte in maniera prolungata all’inquinamento
ambientale causato dall’attività in questione.

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