La Corte Edu si pronuncia sulla causa vertente sull’archiviazione del procedimento penale volto ad accertare l’origine professionale del tumore polmonare che aveva ucciso un operaio dell’Ilva: i ricorrenti, moglie e figlio del defunto, ritenevano, infatti, che la patologia fosse stata cagionata dall’esposizione a sostanze tossiche sul luogo di lavoro. I Giudici di Strasburgo hanno convenuto che, tenuto conto della giurisprudenza interna in materia e del fatto che l’origine professionale della patologia non era stata esclusa a priori, l’accertamento del nesso causale tra le esposizioni alla sostanza nociva e la patologia del defunto avrebbe potuto essere oggetto di ulteriore indagine da parte dei giudici di merito, al fine di individuare i responsabili di eventuali violazioni delle misure di sicurezza. Pertanto, la Corte ha stabilito che i tribunali nazionali non avevano compiuto sforzi sufficienti per accertare la verità e che la decisione di archiviare l’indagine non era stata debitamente motivata. L’indagine, quindi, non è stata efficace, con conseguente violazione del profilo procedurale dell’art. 2 (diritto alla vita/investigazione) della Cedu.
lunedì, Ago 10, 2026
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