La CEDU sulla libertà di espressione degli insegnanti (CEDU, sez. I, sent. 13 febbraio 2025, ric. n. 56310/15)

Il caso sottoposto al giudizio della Corte trae origine dal ricorso presentato da un insegnante di
scuola secondaria il quale ha denunciato la violazione dell’art. 10 della Convenzione Edu dopo
essere stato licenziato per avere scritto su un blog per adulti nel quale sono stati pubblicati contenuti
sessualmente espliciti; contenuti ritenuti indegni per la professione da egli esercitata e difformi
rispetto ai costumi sociali prevalenti in Polonia.
A parere dei giudici, la decisione assunta nei confronti del ricorrente costituisce una violazione della
libertà di espressione poiché la sanzione non appariva “necessaria in una società democratica”; in
particolare, la Corte ritiene che le autorità nazionali non abbiano fornito “ragioni pertinenti e
sufficienti” per licenziare il ricorrente dal suo incarico. Anche ammettendo un certo margine di
apprezzamento, non si può ritenere che l’attività personale di blogging del ricorrente abbia
minacciato la tutela della morale dei minori in modo tale da giustificare la sanzione impostagli.
Pertanto, l’interferenza con il suo diritto alla libertà di espressione non corrispondeva a un’esigenza
sociale impellente, né era proporzionata all’obiettivo legittimo presumibilmente perseguito.

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