L’accertamento del dolo nel delitto di falsità ideologica commessa dal privato in atto pubblico. (Cass. Pen., Sez. V, 11 febbraio 2026 – 3 aprile 2026, n. 12616)

Ai fini dell’esclusione del dolo nel delitto di cui all’art. 483 c.p. per mancata comprensione del contenuto di un modulo prestampato, l’intelligibilità dell’atto deve essere valutata in concreto, al fine di stabilire se sia ragionevole ipotizzare una mancata comprensione del suo contenuto da parte del sottoscrittore. Secondo la Corte di Cassazione, infatti, non è possibile […]

La Cassazione si pronuncia sulla sussistenza del rapporto di specialità tra le fattispecie di cui agli artt. 570 e 570-bis c.p. (Cass. pen., sez. VI, 16 gennaio 2026 – 1 aprile 2026, n. 12321)

La Sesta Sezione della Corte di Cassazione in tema di concorso apparente di norme tra il reato di cui all’art. 570, comma secondo, n. 2), cod. pen. e quello di cui all’art. 570-bis cod. pen ha affermato che, qualora il mancato versamento dell’assegno di mantenimento ai figli minori causi la privazione dei mezzi di sussistenza, […]

La Cassazione penale si pronuncia riguardo il delitto di maltrattamenti in famiglia stabilendo che lo stesso può dirsi integrato nei confronti del coniuge anche se le condotte persecutorie proseguono dopo la separazione (Cass. pen., Sez. VI, sent. 24/02/2026 (data ud. 26/01/2026) n. 7357)

Integrano il reato di maltrattamenti in famiglia, e non quello di atti persecutori, le condotte vessatorie nei confronti del coniuge che, sorte in ambito domestico, proseguano dopo la sopravvenuta separazione di fatto o legale, in quanto il coniuge resta “persona della famiglia” fino allo scioglimento degli effetti civili del matrimonio, a prescindere dalla convivenza.

La Cassazione penale si pronuncia riguardo la sostituzione della penna della reclusione con quella della detenzione domiciliare (Cass. pen., Sez. VI, sent. 23/02/2026 (data ud. 22/01/2026) n. 7207)

La sostituzione della pena della reclusione con quella della detenzione domiciliare non può essere applicata senza il consenso esplicito dell’imputato, laddove quest’ultimo abbia espressamente richiesto l’applicazione del lavoro di pubblica utilità. La decisione di applicare una pena incidente sulla libertà personale richiede una motivazione puntuale che giustifichi la scelta effettuata rispetto all’istanza difensiva formulata.

La Sesta Sezione della Cassazione penale, in tema di delitti contro la famiglia e contro la persona, esclude che la “riappacificazione” tra autore del reato e persona offesa possa essere univocamente intesa come esposizione della vittima alla prosecuzione delle condotte abusanti, alla stregua di una massima di esperienza (Cassazione Penale, Sez. VI, 14 gennaio 2026 (ud.14 novembre 2025), n. 1577)

In tema di delitti contro la famiglia e contro la persona, la ripresa dei rapporti tra vittima e imputato maltrattante, ai fini dell’individuazione delle esigenze cautelari, non può essere univocamente intesa quale massima di esperienza, dimostrativa di una perdurante esposizione della persona offesa alla condotta abusante ma, piuttosto, come circostanza suscettibile di plurimi significati, al […]

Le Sezioni Unite della Cassazione penale escludono la ricorribilità per cassazione dell’ordinanza con cui la Corte di appello respinge la richiesta di concordato in appello ex art. 599-bis cod. proc. pen. (Cassazione Penale, Sez. U, 22 gennaio 2026 (ud. 10 luglio 2025), n. 2647)

Il provvedimento con cui la Corte di appello rigetta la richiesta di concordato sui motivi ex art. 599-bis cod. proc. pen. e dispone la prosecuzione del giudizio, contrariamente al patteggiamento, ha natura meramente ordinatoria e non decisoria, risolvendosi in una valutazione anticipata dei motivi di gravame; esso, pertanto, non è suscettibile di ricorso per cassazione, […]