La Cassazione penale si pronuncia riguardo i delitti di esercizio arbitrario delle proprie ragioni e di estorsione stabilendo che per la loro configurazione occorre valutare l’elemento psicologico (Cass. pen., Sez. V, sent. 17/09/2025 (data ud. 22/07/2025) n. 31239)

Per configurare i delitti di esercizio arbitrario delle proprie ragioni con violenza o minaccia alla
persona e di estorsione, bisogna valutare l’elemento psicologico. Nel primo caso, l’agente agisce nella
convinzione di esercitare un proprio diritto, anche se infondata, mentre nel secondo agisce con la
consapevolezza dell’ingiustizia della sua pretesa. Decisivo è l’esistenza di una pretesa
ragionevolmente suscettibile di essere giudizialmente tutelata.

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