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> Blog > Giurisprudenza > CGUE > Anno 2025 > La Corte di Giustizia si pronuncia sul diritto dei cittadini dell’Unione e dei loro familiari di circolare e di soggiornare liberamente nel territorio degli Stati membri (CGUE, Prima Sezione, 10 aprile 2025, C-607/21)
Anno 2025CGUEGiurisprudenza

La Corte di Giustizia si pronuncia sul diritto dei cittadini dell’Unione e dei loro familiari di circolare e di soggiornare liberamente nel territorio degli Stati membri (CGUE, Prima Sezione, 10 aprile 2025, C-607/21)

Di
Redazione
Pubblicato: 22 Aprile 2025
3 Min di lettura
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L’articolo 2, punto 2, lettera d), della direttiva 2004/38/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 29 aprile 2004, relativa al diritto dei cittadini dell’Unione e dei loro familiari di circolare e di soggiornare liberamente nel territorio degli Stati membri, che modifica il regolamento (CEE) n. 1612/68 ed abroga le direttive 64/221/CEE, 68/360/CEE, 72/194/CEE, 73/148/CEE, 75/34/CEE, 75/35/CEE, 90/364/CEE, 90/365/CEE e 93/96/CEE, letto in combinato disposto con l’articolo 7, paragrafo 2, e con l’articolo 10 di tale direttiva, deve essere interpretato nel senso che al fine di determinare se l’ascendente diretto del partner di un cittadino dell’Unione sia a carico di tale cittadino dell’Unione e/o di tale partner, l’autorità nazionale competente deve tener conto sia della situazione di tale ascendente nel suo paese d’origine alla data in cui ha lasciato quest’ultimo e raggiunto detto cittadino dell’Unione nello Stato membro ospitante, se del caso sulla base di documenti rilasciati prima di tale data, sia dalla situazione di detto ascendente in tale Stato membro alla data di presentazione di una domanda di carta di soggiorno, qualora siano trascorsi diversi anni tra queste due date. L’articolo 7, paragrafo 2, della direttiva 2004/38, in combinato disposto con l’articolo 2, punto 2, lettera d), e con l’articolo 10 di quest’ultima, deve essere interpretato nel senso che un ascendente diretto del partner di un cittadino dell’Unione che può dimostrare di essere, sia alla data della sua domanda di carta di soggiorno, presentata diversi anni dopo il suo arrivo nello Stato membro ospitante, sia alla data di tale arrivo, a carico di tale cittadino dell’Unione e/o di tale partner, beneficia di un diritto di soggiorno derivato dai diritti di cui gode un cittadino dell’Unione, superiore a tre mesi, attestato mediante il rilascio di una carta di soggiorno, se detto cittadino dell’Unione soddisfa le condizioni enunciate all’articolo 7 di tale direttiva. Detto diritto di soggiorno non può essere negato per il motivo che, in applicazione della normativa nazionale, questo ascendente soggiorna irregolarmente, alla data di tale domanda, nel territorio di tale Stato membro.

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