Il saggio analizza la riforma costituzionale, maturata nel contesto della crisi di credibilità della magistratura seguita allo scandalo “Palamara”. Si sofferma sull’esigenza che la magistratura non sia organizzata in gruppi, onde assicurare la sua indipendenza anche rispetto a condizionamenti interni. In questa ottica rilegge le novità introdotte dalla riforma, a partire dal sorteggio per l’individuazione dei componenti togati degli organi di autogoverno.
The essay analyzes the constitutional reform that developed in the context of the judiciary’s credibility crisis following the “Palamara” scandal. It focuses on the need for the judiciary not to be organized into groups, in order to ensure its independence also from internal pressures. From this perspective, it reinterprets the innovations introduced by the reform, starting with the drawing of lots for the selection of judicial members of the self-governing bodies.

