La (in)compatibilità dell’uso dell’Intelligenza Artificiale nella valutazione delle domande di protezione internazionale con i criteri di accertamento internazionalmente riconosciuti

L’articolo rileva e valuta il ricorso attuale o potenziale a tecnologie basate sull’Intelligenza Artificiale nell’ambito della valutazione delle domane di protezione internazionale nei Paesi Membri dell’UE, alla luce dei peculiari caratteri del procedimento di accertamento e dei criteri stabiliti a livello internazionale ed europeo, con particolare riguardo alla valutazione della credibilità quale fulcro dell’esame, e al principio del suo carattere individuale. Conclude che l’uso dell’IA per ottenere informazioni circa la provenienza, l’identità e la vicenda del richiedente, o per testare la sua tendenza a mentire, è radicalmente incompatibile con tali criteri.

This article surveys the actual or potential use of AI-based technologies in procedures for determining the status of beneficiary of international protection by EU Member States, and assesses such technologies in the light of the specific character of the procedure and the criteria of assessment established at the international and European level, focusing in particular on the credibility assessment as a core element of adjudication and on the principle according to which applications are examined and decisions are taken individually. It argues that the use of AI to obtain information about the applicant’s origin, identity, and history, or to detect lying, is foundationally incompatible with such criteria.