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> Blog > Fascicoli > Numero 1-2020 > De la tutela de la mujer trabajadora a la corresponsabilidad: aportaciones desde el derecho de la Unión europea
FascicoliNumero 1-2020

De la tutela de la mujer trabajadora a la corresponsabilidad: aportaciones desde el derecho de la Unión europea

Di
Susana Rodriguez Escanciano
Pubblicato: 30 Aprile 2020
8 Min di lettura
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La coesistenza di obblighi professionali e familiari nella vita di chi lavora non è sempre un fatto naturale, che spesso ha generato un ambiente conflittuale capace di richiedere l’intervento delle autorità pubbliche. La risposta, sia da parte dell’Unione Europea che degli Stati membri, è stata a lungo l’articolazione di misure per conciliare la vita lavorativa e la vita privata dei lavoratori. L’obiettivo di questi strumenti era, fondamentalmente, quello di fornire soluzioni per potersi occupare sia del proprio lavoro che della propria vita personale. La loro struttura giuridica tradizionale si è concentrata sulla ricerca di spazi temporanei, generalmente sottratti al lavoro, affinché la persona interessata possa, da un lato, occuparsi delle sue esigenze biologiche o sociali e, dall’altro, adempiere ai suoi obblighi professionali, contemplando, esplicitamente o implicitamente, la situazione delle donne lavoratrici e il loro abituale assoggettamento a una doppia giornata di lavoro: lavoro e famiglia. Inizialmente, la maggior parte di questi interventi erano di natura femminile, il che sottolineava il loro ruolo di assistenti familiari. Alla luce di questa situazione, si è supposto che, per ottenere un buon equilibrio tra il lavoro e gli obblighi familiari, non fosse sufficiente rendere più facile per le donne prendersi del tempo libero dal lavoro per occuparsi dei bambini o delle persone a carico, poiché ciò ha portato a una dissociazione dal loro ambiente di lavoro e a un terribile effetto boomerang, poiché molti datori di lavoro considerano questa manodopera più costosa. Ciò che occorre ora è la progettazione di misure che siano non solo neutrali, ma anche personali e non trasferibili, e che siano in grado di consentire sia agli uomini che alle donne di assumersi le responsabilità familiari, nonché l’adozione di regole politiche per rendere tali compiti uguali per entrambi i sessi, in modo che le disposizioni adottate possano essere richieste in egual misura da entrambi. Queste sono le premesse su cui si basa la Direttiva 2019/1158, del 20 giugno, sulla conciliazione tra vita familiare e vita professionale dei genitori e di chi si prende cura di loro, che sostiene la distribuzione equilibrata delle occupazioni che comportano la cura dei bambini e di altri membri della famiglia fisicamente o mentalmente dipendenti.

La coexistencia de obligaciones profesionales y familiares en la vida de quienes trabajan no siempre tiene natural acomodo, lo que ha generado frecuentemente un ámbito de conflicto capaz de reclamar la intervención de los poderes públicos. La respuesta, tanto de la Unión Europea como de los Estados miembros, ha sido desde hace tiempo la articulación de medidas de conciliación de la vida laboral y privada de las personas trabajadoras. El objetivo de tales instrumentos consistió, fundamentalmente, en prever soluciones para que aquellas puedan atender tanto su trabajo como su vida personal. Su vertebración legal tradicional se ha concentrado en la búsqueda de espacios temporales, generalmente arrancados al trabajo, con la finalidad de que el afectado pueda, de un lado, atender sus necesidades biológicas o sociales y, de otro, cumplir con sus obligaciones profesionales, contemplando, explícita o implícitamente, la situación de las mujeres trabajadoras y su habitual sometimiento a doble jornada: trabajo y familia. Inicialmente la mayor parte de estas intervenciones presentaba un carácter femenino, lo que enfatizaba su rol de cuidadoras familiares. Ante tal panorama comenzó a asumirse que, para conseguir un buen encaje entre las obligaciones laborales y familiares, no bastaba con facilitar a las mujeres la concesión de tiempos de ausencia en el trabajo para destinarlos al cuidado de los hijos o personas dependientes, pues ello ha provocado la desvinculación de su entorno laboral y un denostado efecto boomerang al considerar muchos empresarios que se trataba de una mano de obra más cara. Se requiere ahora más bien el diseño de medidas, no sólo neutras, sino personales e intransferibles, capaces de permitir la asunción de responsabilidades familiares tanto por hombres como por mujeres, así como la adopción de normas políticas tendentes a equiparar tales quehaceres entre los dos sexos, para que las disposiciones adoptadas puedan ser solicitadas en igual medida por ambos. Estas son las premisas de las que parte la Directiva 2019/1158, de 20 de junio, relativa a la conciliación de la vida familiar y la vida profesional de los progenitores y cuidadores, que apuesta por el reparto equilibrado de las ocupaciones de cuidado de los hijos y de otros familiares física o mentalmente dependientes.

The coexistence of professional and family obligations in the lives of those who work is not always a natural fit, which has often generated an environment of conflict that is capable of demanding the intervention of public authorities. The response, both from the European Union and the Member States, has long been to articulate measures to reconcile the working and private lives of working people. The objective of these instruments was, fundamentally, to provide solutions so that they could attend to both their work and their personal lives. Their traditional legal structure has focused on the search for time breaks, generally removed from work, so that the affected person can, on the one hand, attend to their biological or social needs and, on the other, fulfil their professional obligations, contemplating, explicitly or implicitly, the situation of working women and their habitual subjection to a double working day: work and family. Initially, most of these interventions were of a female nature, which emphasized their role as family caregivers. In view of this situation, it was assumed that, in order to achieve a good fit between work and family obligations, it was not enough to make it easier for women to take time off work to care for children or dependents, since this has led to a dissociation from their working environment and a dreadful boomerang effect, since many employers consider this to be a more expensive workforce. What is needed now is the design of measures that are not only neutral, but also personal and non-transferable, and that are capable of enabling both men and women to take on family responsibilities, as well as the adoption of policy rules to make such tasks equal for both sexes, so that the provisions adopted can be requested to an equal extent by both. These are the premises on which Directive 2019/1158, of 20 June, on work-life balance for parents and carers and repealing, is based, which advocates the balanced distribution of occupations involving the care of children and other physically or mentally dependent family members.

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