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> Blog > Fascicoli > Numero 1-2020 > Los retos del futuro del trabajo en clave de igualdad y no discriminación por razón de género
FascicoliNumero 1-2020

Los retos del futuro del trabajo en clave de igualdad y no discriminación por razón de género

Di
Henar Alvarez Cuesta
Pubblicato: 29 Aprile 2020
8 Min di lettura
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L’industria 4.0 sta cambiando il processo di produzione al punto da illuminare la prossima rivoluzione industriale e come tale trasforma i rapporti di lavoro. Dal punto di vista della parità e della lotta alla discriminazione basata sul genere, ci sono diverse sfide da affrontare. Il primo di questi, la polarizzazione (causata dall’automazione, dalla digitalizzazione e dalla robotizzazione), che finisce per incidere sul principio di uguaglianza e non discriminazione sulla base del genere, eliminando i lavori di “rifugio” per l’occupazione femminile o la difficoltà di accedere a nuovi posti di lavoro legati a tecnologie che sono meglio pagate e che resistono meglio ai processi di automazione e robotizzazione. In secondo luogo, l’emergere di un divario digitale di genere (“3.0 discriminazione”), che si riferisce alla difficoltà che le donne incontrano quando accedono a lavori tecnologici, è già rilevato durante la formazione in le percentuali di studenti nelle carriere tecnologiche. Il terzo deriva dall’emergere di nuovi modi che facilitano una maggiore elusione della legislazione del lavoro (lavoro su richiesta e tramite app), che finiscono per generare la nascita di una nuova sottoclasse sociale, la “precaria” collaborativa o tecnologica (e- precariato). Questa digitalizzazione finisce per trasmettere condizioni di lavoro precarie, tra le quali spicca, in quanto è quella che danneggia maggiormente l’uguaglianza di genere in termini di occupazione, flessibilità e disponibilità assoluta. Le vite private delle lavoratrici richiedono una maggiore protezione in un’epoca di onnipresenti comunicazioni digitali mobili e hanno bisogno di strumenti legali o convenzionali per limitare la diffusa disponibilità e accessibilità e il diritto alla disconnessione digitale è emerso come una reazione. In breve, e come ultima sfida, la gestione algoritmica, sotto un manto di presunta obiettività, finisce per generare una discriminazione algoritmica basata sul genere (tra le altre cause). Di fronte al quadro tracciato della disuguaglianza e alle sfide che il futuro del lavoro dovrà affrontare per raggiungere l’uguaglianza di genere, la strategia da adottare è quella di effettuare una transizione digitale giusta e colmare il divario digitale dovuto al genere.

Industry 4.0 is changing the production process to the point of lighting the next industrial revolution and for this reason, also it transforms labor relations. From the point of view of equality and the fight against gender-based discrimination, there are several challenges to be faced. The first of these, polarization (caused by automation, digitization and robotization), which ends up impacting the principle of equality and non-discrimination on the basis of gender, either by eliminating “refuge” jobs for female employment, or by the difficulty of accessing new jobs linked to technology that are better paid and that will better resist automation and robotization processes. Secondly, the emergence of a gender digital gap (“3.0 discrimination”), which refers to the difficulty women face when accessing technological jobs, is already detected during education in the percentages of students in technological careers. The third challenge comes from the emergence of new ways that allow the scape of labor legislation (work on demand and through app), which end up generating the birth of a new social subclass, the collaborative or technological “precarious” (e-precarious). This digitization ends up transmitting precarious working conditions, among which it stands out, as it is the one that most damages gender equality in employment, flexibility and absolute availability. Women workers’ private lives require greater protection in an age of ubiquitous mobile digital communications and they need legal or conventional tools to restrict widespread availability and accessibility, and the right to digital disconnection has emerged as a reaction. In short, and as a last challenge, algorithmic management, under a cloak of alleged objectivity, ends up generating algorithmic discrimination based on gender (among other causes). Faced with the drawn picture of inequality and the challenges facing the future of work to achieve gender equality, the strategy to adopt is to make a just digital transition and close the gender digital gap.

La industria 4.0 está cambiando el proceso productivo hasta el punto de alumbrar la siguiente revolución industrial y como tal transforma las relaciones laborales. Desde el punto de vista de la igualdad y la lucha contra la discriminación por razón de género, varios son los retos a afrontar. El primero de ellos, la polarización (causada por la automatización, digitalización y robotización), que acaba por impactar en el principio de igualdad y no discriminación por razón de género, bien por la eliminación de trabajos “refugio” de empleo femenino, bien por la dificultad que conlleva el acceso a los nuevos puestos vinculados a la tecnología mejor remunerados y que mejor van a resistir los procesos de automatización y robotización. En segundo término, el surgimiento de una brecha digital por razón de género (“discriminación 3.0”), que hace referencia a la dificultad a la que se enfrentan las mujeres a la hora de acceder a trabajos tecnológicos, se detecta ya durante la formación en los porcentajes de estudiantes en las carreras tecnológicas. El tercero viene por el surgimiento de nuevas formas de que facilitan una mayor elusión de la legislación laboral (trabajo on demand y vía app), los cuales acaban generando el nacimiento de una nueva subclase social, el “precariado” colaborativo o tecnológico (e-precariado). Esta digitalización acaba por transmitir condiciones de trabajo precarias, entre las que destaca, por ser la que más daña la igualdad en el empleo por razón de género, la flexibilidad y disponibilidad absoluta. La vida privada de las trabajadoras requiere una mayor protección en una época de comunicaciones digitales móviles omnipresentes y necesitan herramientas legales o convencionales para restringir la disponibilidad y accesibilidad generalizadas y como reacción ha surgido el derecho a la desconexión digital.  En fin, y como último reto, la gestión algorítmica, bajo un manto de presunta objetividad, acaba generando discriminación algorítmica por razón de género (entre otras causas). Ante el panorama dibujado de desigualdad y los retos a los que se enfrenta el futuro del trabajo para alcanzar la igualdad por razón de género, la estrategia a adoptar pasa por realizar una transición digital justa y cerrar la brecha digital por razón de género.

Cuesta -Los retos del futuro del trabajo en clave de igualdadScarica
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