Con la sentenza in oggetto, la Corte ha respinto un conflitto di attribuzione promosso dal Tribunale di Milano contro la Camera dei deputati, che aveva affermato l’insindacabilità delle dichiarazioni rese dall’allora deputato Carlo Fidanza in un video su Facebook pubblicato nel dicembre 2018. La Corte, nelle sue argomentazioni ha ritenuto che l’immunità per le opinioni espresse dai parlamentari non è un privilegio della casta ma una garanzia che «protegge il cuore del mandato parlamentare, il cui svolgimento deve essere libero da condizionamenti per consentire una libera rappresentanza, non di interessi di parte o di partito, ma della Nazione». Ha così ribadito che l’insindacabilità delle opinioni prevista dall’art. 68, primo comma, Cost. vuole garantire alle Camere che i parlamentari possano svolgere nel modo più libero la rappresentanza della Nazione delineata dall’art. 67 Cost.
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