In tema di danno non patrimoniale da lesione della salute, la Cassazione chiarisce che non costituisce duplicazione risarcitoria la congiunta attribuzione del “danno biologico” e di una ulteriore somma a titolo di risarcimento dei pregiudizi non aventi base medico-legale ma rappresentati dalla sofferenza interiore (quali, ad esempio, il danno morale che si traduce nel dolore dell’animo, la vergogna, la disistima di sé). Pertanto, ove sia dedotta e provata dal danneggiato l’esistenza di uno di tali pregiudizi che rendano il danno subito più grave rispetto alle conseguenze ordinariamente derivanti da lesioni personali dello stesso grado sofferto da persone della stessa età e condizione di salute, essi dovranno formare oggetto di separata valutazione e liquidazione.
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