La Corte di Cassazione si è recentemente pronunciata circa la natura diretta del danno risarcibile ai prossimi congiunti. Difatti, stando alle argomentazioni giuridiche della Corte, il danno andrebbe inteso come la diretta conseguenza della lesione patita dal parente e la lesione rappresenterebbe un fatto plurioffensivo, con vittime diverse, ma parimenti dirette. Nella prassi, per mere esigenze descrittive, si parla impropriamente di vittime secondarie e di danno riflesso. Il rapporto di stretta parentela intercorrente tra la cosiddetta vittima primaria e le vittime secondarie (i congiunti) fa presumere, in base all’id quod plerumeque accidit, che i parenti sono direttamente sofferenti per le gravi lesioni permanenti riportate dal congiunto.
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