Con la sentenza n. 205 del 2025 la Corte costituzionale ha dichiarato non fondate le questioni di legittimità costituzionale sollevate contro le norme del decreto-legge n. 145/2024 (convertito, con modif., nella legge n. 187/2024), con le quali si è trasferita la competenza per la convalida del trattenimento dei richiedenti protezione internazionale dalle Sezioni specializzate dei Tribunali alle Corti d’Appello. La Corte ha rilevato che il legislatore gode di ampia discrezionalità in materia processuale, purché non si tratti di scelte manifestamente irragionevoli o arbitrarie. Lo spostamento di competenza deriva da una rivalutazione politica: affidare la convalida del trattenimento e l’esame della domanda di protezione internazionale allo stesso ufficio giudiziario (la Corte d’Appello). La Corte ha, inoltre, respinto la censura secondo cui la nuova competenza viola il principio del giudice naturale o la specializzazione dei magistrati: i giudici delle Corti d’Appello assegnati ai MAE sono, infatti, abituati a procedure con termini stretti e che coinvolgono la libertà personale degli stranieri; infine, il trattenimento, pur restringendo la libertà personale (ma senza finalità punitiva), giustifica l’attrazione verso un giudice con esperienza in materia cautelare penale. La Corte ha tuttavia invitato il legislatore a monitorare l’impatto pratico della riforma e a intervenire con correttivi se emergessero difficoltà applicative (ad esempio, sovraccarico delle Corti d’Appello).
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