Il Consiglio di Stato interviene in tema di codice di comportamento del pubblico dipendente (Consiglio di Stato, Sez. IV, sentenza 6 novembre 2025, n. 8642)

Il Consiglio di Stato si pronuncia in materia di codice di comportamento nazionale del pubblico dipendente (d.P.R. 13 giugno 2023, n. 81), con specifico riferimento al divieto di effettuare qualsivoglia commento o intervento che possa nuocere al prestigio, al decoro o all’immagine dell’amministrazione di appartenenza. Più specificamente, l’intervento dei Giudici di Palazzo Spada ha riguardato le nuove disposizioni relative all’utilizzo dei mezzi informatici da parte dei pubblici dipendenti poste a tutela della pubblica amministrazione. Nel respingere l’appello delle organizzazioni sindacali, volto a rinvenire nelle novelle regolamentari una lesione del principio di legalità e della libertà di manifestazione del pensiero, il Collegio ha precisato che l’impianto sanzionatorio delle norme introdotte risponde, in realtà, alla medesima ratio che anima l’ordinamento penale in tema di discriminazione. Nell’addivenire a tale conclusione, il Consiglio di Stato ha rinvenuto nelle previsioni censurate un insieme di principi fondamentali etici, politici e giuridici utili a garantire la stabilità e la coerenza del sistema legale. Su dette premesse, il massimo Giudice amministrativo ritiene che il d.P.R. in questione descriva in modo «adeguatamente percepibile da una collettività di persone» il contenuto «della condotta cui il dipendente deve conformarsi, il grado di lesività che la stessa deve raggiungere per incorrere nel giudizio di disvalore nonché il bene giuridico tutelato».

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