È illegittima l’esclusione del convivente more uxorio dalla partecipazione all’impresa familiare ove risulti un apporto effettivo e continuativo del convivente alla produttività dell’impresa stessa.(Cassazione Civile, ord. 4 maggio 2025, n. 11661)

L’art. 230-bis, terzo comma, cod. civ., così come reinterpretato dalla sentenza della Corte
Costituzionale n. 148 del 2024, include nel novero dei familiari anche il convivente di fatto. Di
conseguenza, la disciplina dell’impresa familiare si applica anche alle attività economiche cui
collabora stabilmente il convivente di fatto.

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