L’assegno divorzile può compensare anche il sacrificio della vita professionale del coniuge che si è dedicato alla famiglia (Cass. Civ., Sez. I, ord. 26 agosto 2025, n. 23918)

In tema di assegno divorzile l’art. 5, comma 6, L. n. 898 del 1970 conferisce rilievo alle scelte e ai ruoli
sulla base dei quali si è impostata la relazione coniugale e la vita familiare, al fine di accertare se la
condizione di squilibrio economico patrimoniale sia da ricondurre eziologicamente alle
determinazioni comuni e ai ruoli endofamiliari, in relazione alla durata del matrimonio e all’età del
richiedente. Ove sia accertato che lo squilibrio economico patrimoniale conseguente al divorzio
derivi dal sacrificio di aspettative professionali e reddituali fondate sull’assunzione di un ruolo
consumato esclusivamente o prevalentemente all’interno della famiglia e dal conseguente
contribuito fattivo alla formazione del patrimonio comune e a quello dell’altro coniuge, di tale
aspetto occorre tenere conto nella valutazione dell’inadeguatezza dei mezzi e dell’incapacità del
coniuge richiedente di procurarseli per ragioni oggettive.
A tal fine si dovrà considerare non soltanto il raggiungimento di un grado di autonomia economica
dell’ex coniuge meno facoltoso, tale da garantire l’autosufficienza secondo un parametro astratto,
ma anche, in concreto, il livello reddituale adeguato al contributo fornito nella realizzazione della
vita familiare, in particolare tenendo conto delle aspettative professionali ed economiche
eventualmente sacrificate, in considerazione della durata del matrimonio e dell’età del richiedente.
La valutazione in ordine alla spettanza dell’assegno tuttavia non si deve limitare alla considerazione
del tenore di vita matrimoniale, ma deve tenere conto del contributo prestato ad esso dal richiedente
l’assegno divorzile, poiché la valutazione dell’adeguatezza dei mezzi propri deve essere
commisurata al contributo dato dal soggetto meno facoltoso alla famiglia e al partner, così
incrementando le risorse economiche familiari con il proprio lavoro fuori di casa o anche con il
lavoro domestico.

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