Sulle misure di “raffreddamento” della rivalutazione automatica delle pensioni (Corte costituzionale, sent. 14 febbraio 2025, n. 19)

Con la sentenza in oggetto, la Corte ha dichiarato non fondate le questioni di
legittimità costituzionale sollevate da alcune sezioni giurisdizionali regionali della
Corte dei conti, relativamente il meccanismo di misure di “raffreddamento” della
rivalutazione automatica delle pensioni superiori a quattro volte il minimo INPS.
Ad avviso della Corte, la rivalutazione è uno strumento ragionevole perché
salvaguarda integralmente le pensioni di più modesta entità per assicurare che le stesse
restino adeguate nel tempo e contrastino gli effetti dell’inflazione, e per garantire il
rispetto dei principi di sufficienza e proporzionalità rispetto alla retribuzione e agli
effetti dell’inflazione. Dunque le scelte del legislatore risultano coerenti con le finalità
di politica economica al fine di contrastare anche gli effetti di una improvvisa spinta
inflazionistica incidente soprattutto sulle classi sociali meno abbienti.

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