Con la sentenza n. 8 la Corte costituzionale si è pronunciata sulle questioni di costituzionalità aventi
ad oggetto la nuova disciplina della sospensione del processo per messa alla prova del minore, –
introdotta in sede di conversione del d.l. n. 123 del 2023 (“decreto Caivano”) – sollevate dal Giudice
per l’udienza preliminare del Tribunale per i minorenni di Bari. A quest’ultimo è stata indirizzata la
richiesta di ammissione alla prova avanzata da due minorenni, chiamati a rispondere di reati
sessuali commessi prima dell’entrata in vigore della nuova norma, quando non erano previste
preclusioni fondate sul titolo di reato.
Le questioni sono state dichiarate inammissibili per difetto di rilevanza. In particolare, la Corte
costituzionale ha affermato che l’interpretazione del giudice a quo (che riteneva la previsione
ostativa immediatamente applicabile, secondo il principio tempus regit actum, poiché connotata da
una natura prevalentemente processuale) non può essere condivisa, perché all’istituto della messa
alla prova, che costituisce un tratto qualificante del processo penale minorile, deve essere
riconosciuta una dimensione sostanziale, che ne attrae la disciplina nell’alveo dell’art. 25, co. 2, della
Costituzione e dell’art. 7 della Convenzione europea dei diritti dell’uomo (CEDU), riconducendola
al principio di irretroattività della norma penale sfavorevole.
Il richiamato art. 28, co. 5-bis, del d.P.R. numero 448 del 1988 impedisce, infatti, per i reati ivi
considerati, che l’imputato minorenne possa essere sottratto al circuito penale, senza che abbiano
rilievo le circostanze concrete della sua condotta e le effettive possibilità del suo reinserimento
sociale. Pertanto, secondo la Corte costituzionale, tale previsione incide direttamente sulla disciplina
sostanziale, introducendovi un contenuto deteriore rispetto alla previgente, e pertanto, nel rispetto
degli articoli 25, co. 2, della Costituzione e 7 della CEDU, non può essere applicata ai fatti commessi
anteriormente al 15 novembre 2023, data di entrata in vigore della nuova norma.

