Con la sentenza n. 139 del 2025, la Corte costituzionale ha ritenuto legittimo non consentire
l’applicazione di pene sostitutive alla detenzione ai condannati per i cc.dd. reati ostativi (art. 4 bis,
ord. penit.) – nel caso di specie, violenza sessuale e violenza sessuale di gruppo in concorso con
pornografia minorile – in quanto tale scelta appartiene alla discrezionalità del legislatore. In
particolare, la Corte ha escluso che il decreto legislativo di attuazione della c.d. riforma Cartabia
abbia violato i principî e i criteri direttivi fissati nella legge di delega del Parlamento sotto il profilo
della ragionevolezza e proporzionalità. Ha, altresì, ribadito – specie in considerazione delle
condizioni di sovraffollamento delle carceri italiane – la necessità che siano sempre garantiti i
principî costituzionali della finalità di rieducazione della pena e il mantenimento di standard
minimi di umanità.

