La CEDU su assenza di misure adeguate a contrastare e prevenire l’uso di armi da fuoco (CEDU, sez. II, sent. 3 dicembre 2024, ric. n. 57507/19)

La Corte Edu si pronuncia sul caso riguardante la morte del figlio dodicenne di due cittadini croati,
vittima di una sparatoria. L’uomo responsabile della morte del bambino in passato aveva avuto
problemi di alcolismo e manifestato comportamenti violenti; era, inoltre, sospettato di possesso
illegale di armi da fuoco.
I Giudici di Strasburgo hanno ritenuto che le autorità non avessero fatto tutto quanto in loro potere
per tutelare la pubblica sicurezza e, in ultima analisi, la vita del figlio dei ricorrenti. La polizia aveva
perquisito la casa di XXXXX diverse settimane prima della tragedia, dopo il suo arresto per possesso
di una pistola a gas; tuttavia, la perquisizione era durata appena mezz’ora e non era stato trovato –
e quindi requisito – il fucile automatico utilizzato successivamente nella sparatoria. Inoltre, le
autorità non avevano effettivamente interrogato XXXXX, i suoi parenti o i suoi vicini, né adottato
altre misure, nonostante la polizia fosse stata sollecitata, solo pochi giorni dopo la perquisizione, a
proseguire l’indagine, in base alla denuncia del possesso da parte di XXXXX armi non registrate
nella sua soffitta.
Di qui la riconosciuta violazione dell’art. 2 (diritto alla vita) della Cedu.

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