In tema di divieto di custodia cautelare in carcere per l’imputato padre di prole non superiore ai sei anni, la condizione di madre-lavoratrice rileva, quale impedimento assoluto ad assistere i figli, a condizione che venga adeguatamente dimostrata l’oggettiva impossibilità per la madre di conciliare le esigenze lavorative con l’assistenza alla prole, nonché di avvalersi dell’ausilio di parenti od altre figure di riferimento, ovvero di strutture pubbliche (respinta, nella specie la richiesta del ricorrente che non solo non aveva sufficientemente specificato l’impedimento assoluto della madre del minore ad accudire il figlio in ragione della precipua attività lavorativa svolta e del numero delle ore occupate, ma non aveva anche adeguatamente dimostrato, limitandosi a mere asserzioni, l’assenza di familiari disponibili e di strutture di supporto pubbliche).
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