La confisca di prevenzione – applicata in vigenza dell’art. 3-qiunquies l. n. 575/1965 – avente ad oggetto il capitale sociale e l’intero complesso aziendale di titolarità di un imprenditore (assunto “prestanome” di una cosca criminale) può essere disposta anche ove il (formale) titolare dei beni confiscati non prenda parte al giudizio di prevenzione. Né, tantomeno, può ritenersi fondata la pretesa del titolare dei beni confiscati di limitare il provvedimento ablativo ai soli beni di provenienza illecita. Dal primo angolo prospettico, invero, l’estromissione del terzo non ha efficacia invalidante rispetto alla confisca di prevenzione in quanto, con riferimento al quadro normativo applicabile ratione temportis, la mancata citazione nel procedimento finalizzato all’applicazione di misura di prevenzione del terzo interessato “non invalida il rapporto processuale, non pregiudica l’applicazione della misura disposta e non determina nemmeno la nullità degli atti compiuti”. Al terzo pretermesso, infatti, è pur sempre riconosciuta sia la facoltà di prendere parte al processo mediante la costituzione volontaria, sia di esplicare le sue difese in sede di incidente di esecuzione, quale persona assoggettata, di riflesso, all’esecuzione della misura disposta nei confronti del proposto, con l’ulteriore possibilità di proporre ricorso per cassazione avverso l’ordinanza all’esito dell’incidente medesimo. Quanto alla questione dei beni oggetti di confisca di prevenzione, tale misura ablatoria non può essere disposta, in ragione del carattere unitario del bene che ne è oggetto, con limitazione alle componenti di provenienza illecita, specialmente ove l’intera attività di una determinata impresa sia stata agevolata dalla cointeressenza con organizzazioni criminali di tipo mafioso.
Post correlati
L’accertamento del dolo nel delitto di falsità ideologica commessa dal privato in atto pubblico. (Cass. Pen., Sez. V, 11 febbraio 2026 – 3 aprile 2026, n. 12616)
16 Aprile 2026
La Cassazione si pronuncia sulla sussistenza del rapporto di specialità tra le fattispecie di cui agli artt. 570 e 570-bis c.p. (Cass. pen., sez. VI, 16 gennaio 2026 – 1 aprile 2026, n. 12321)
16 Aprile 2026
Il Consiglio di Stato interviene in tema di rimodulazione di incentivi alla produzione di energia elettrica (Consiglio di Stato, Sez. III, sentenza 20 marzo 2026, n. 2397)
16 Aprile 2026
In materia di recupero degli emolumenti indebitamente percepiti dai militari (Consiglio di Stato, sez. II, sent. 16 marzo 2026, n. 2174)
16 Aprile 2026
Il Consiglio di Stato si pronuncia sull’impugnazione delle valutazioni della commissione di avanzamento da parte dell’ufficiale promosso che contesta la posizione in graduatoria (Consiglio di Stato, sezione II, 21 marzo 2026, n. 2398)
16 Aprile 2026

