La Cassazione afferma che l’allontanamento volontario ad opera di uno dei due coniugi dalla casa familiare si pone come una vera e propria violazione di un obbligo matrimoniale. Il predetto comportamento basta difatti a giustificare un addebito della separazione, anche se il coniuge che abbandona l’abitazione vi fa ritorno dopo solo due giorni e anche se trova cambiata la serratura della porta. Quanto detto è ammissibile a meno che non si dimostri che quell’allontanamento era giustificato da una condizione preesistente di intollerabilità della convivenza. È opportuno il richiamo all’art. 29 della Costituzione il quale prevede, nel suo primo comma, che “la Repubblica riconosce i diritti della famiglia come società naturale fondata sul matrimonio” e, al comma successivo, che “il matrimonio è ordinato all’eguaglianza morale e giuridica tra i coniugi, con i limiti stabiliti dalla legge a garanzia dell’unità familiare”. Pertanto oggetto di tutela è di certo l’unità familiare.
Post correlati
L’accertamento del dolo nel delitto di falsità ideologica commessa dal privato in atto pubblico. (Cass. Pen., Sez. V, 11 febbraio 2026 – 3 aprile 2026, n. 12616)
16 Aprile 2026
La Cassazione si pronuncia sulla sussistenza del rapporto di specialità tra le fattispecie di cui agli artt. 570 e 570-bis c.p. (Cass. pen., sez. VI, 16 gennaio 2026 – 1 aprile 2026, n. 12321)
16 Aprile 2026
Il Consiglio di Stato interviene in tema di rimodulazione di incentivi alla produzione di energia elettrica (Consiglio di Stato, Sez. III, sentenza 20 marzo 2026, n. 2397)
16 Aprile 2026
In materia di recupero degli emolumenti indebitamente percepiti dai militari (Consiglio di Stato, sez. II, sent. 16 marzo 2026, n. 2174)
16 Aprile 2026
Il Consiglio di Stato si pronuncia sull’impugnazione delle valutazioni della commissione di avanzamento da parte dell’ufficiale promosso che contesta la posizione in graduatoria (Consiglio di Stato, sezione II, 21 marzo 2026, n. 2398)
16 Aprile 2026

