Nella decisione qui annotata, la Corte di Strasburgo si è pronunciata sulla violazione dell’art. 8 della Convenzione in merito alla decisione del Governo albanese di non ammettere il ricorrente alla Scuola dei Magistrati sulla base di una precedente condanna per reati minorili a carico del medesimo ma oramai estinta.
Più esattamente, la Corte si è addentrata nella valutazione di quei presupposti che, a norma dell’art. 8, possono legittimare un’interferenza nel godimento del diritto al rispetto della vita privata, prestando peculiare attenzione al requisito della “necessarietà in una società democratica”.
Ribaditi i principi generali ormai consolidati in materia, la Corte osserva nel caso di specie come le autorità nazionali non abbiano effettuato un’analisi approfondita e individualizzata delle circostanze rilevanti per il divieto di ammissione del ricorrente alla Scuola dei Magistrati e, di conseguenza, alla carriera di magistrato. Pertanto, non sono riusciti a effettuare un adeguato bilanciamento degli interessi contrapposti e a giustificare perché il divieto di ammissione a tale istituto fosse proporzionato e compatibile con il principio del rispetto della vita privata. Alcuna considerazione inoltre, se non di scarsa rilevanza, è stata riservata dai giudici nazionali all’età del ricorrente al momento della commissione del fatto di reato, così come al tempo ormai trascorso da quell’evento e alla condotta successivamente osservata dal ricorrente.
L’approccio delle autorità nazionali si pone dunque in contrasto con la giurisprudenza della Corte Edu che, invece, ha sempre prestato particolare attenzione all’età nei casi di interferenza nella vita privata; difatti, quando la ratio dell’ingerenza nella vita privata di una persona risiede in reati commessi quando essa era minorenne, si applica l’obbligo di tenere conto del superiore interesse del minore, che include l’obbligo di facilitarne il reinserimento.
In definitiva, l’approccio delle autorità nazionali al caso del ricorrente è risultato carente di ogni valutazione approfondita e sufficientemente individualizzata della sua situazione personale determinando così una violazione del parametro convenzionale di cui all’art. 8.

