La Corte Edu si pronuncia sul caso riguardante l’imposizione con la forza di aborti e misure anticoncezionali a tre donne con disabilità intellettiva ricoverate in una struttura neuropsichiatrica, ripetutamente stuprate da uno dei primari medici ivi operanti, e l’indagine condotta sulla base delle loro denunce. I Giudici di Strasburgo hanno rilevato che il diritto penale interno non aveva fornito una protezione effettiva e l’inchiesta non aveva tenuto conto della loro vulnerabilità in quanto donne con disabilità intellettiva esposte ad abusi sessuali in un contesto istituzionale. Di qui la riconosciuta violazione del divieto di trattamenti inumani o degradanti sia nei suoi aspetti sostanziali che procedurali.
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