La Corte Edu si pronuncia su un caso inerente alla scelta politica ungherese di pubblicare i dati personali dei contribuenti in debito con il fisco. Il ricorrente ha lamentato, infatti, la pubblicazione del suo nome e indirizzo di casa in un elenco di “principali debitori fiscali” sul sito web delle autorità fiscali, in applicazione di una modifica del 2006 alla normativa di riferimento. La Corte ha censurato l’omessa ponderazione dell’interesse pubblico perseguito dalla nuova disciplina fiscale (migliorare l’efficienza del sistema fiscale) con il diritto alla privacy dell’interessato, non essendo stata fatta alcuna valutazione della necessità di pubblicare l’indirizzo del domicilio del debitore fiscale, né dell’impatto di tale pubblicazione sul diritto alla riservatezza, soprattutto alla luce del mezzo utilizzato per la diffusione (Internet, dalla portata mondiale), né del rischio di un uso improprio da parte del pubblico dell’indirizzo di casa della persona in debito con il fisco. I Giudici di Strasburgo hanno, quindi, ritenuto che, nonostante l’ampia discrezionalità dello Stato convenuto nell’istituire un regime per la diffusione dei dati personali dei contribuenti che non rispettino gli obblighi fiscali, il legislatore ungherese avesse addotto ragioni a sostegno della modifica normativa de qua non sufficienti a dimostrare che l’interferenza con i diritti del ricorrente fosse “necessaria in una società democratica”. Di qui la riconosciuta violazione del diritto al rispetto della vita privata e familiare e della casa.
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