La Corte EDU ha deciso il ricorso presentato da un giornale e dal suo caporedattore, i quali avevano lamentato l’ingiustificata e non necessaria ingerenza nel loro diritto alla libertà di espressione per la condanna loro inflitta dalle autorità nazionali in seguito alla pubblicazione di articoli presuntivamente diffamatori. Più in particolare, i ricorrenti avevano denunciato che i tribunali nazionali non avessero addotto motivazioni sufficienti e pertinenti rispetto all’interferenza nel loro diritto e che la somma richiesta a titolo di risarcimento danno fosse sproporzionata. Veniva altresì sottolineato come gli articoli pubblicati avessero ad oggetto questioni di interesse pubblico e riconducibili nell’ambito della libertà di informazione. La Corte EDU ha ritenuto di dover scrutinare la questione solamente sotto il profilo della “necessità in una società democratica” dell’interferenza e se questa rispondesse ad una esigenza sociale urgente. All’esito della sua valutazione il giudice di Strasburgo ha ritenuto che le dichiarazioni ritenute diffamatorie costituissero in gran parte dichiarazioni di fatto tali da non potersi qualificare come giudizi di valore volti a pregiudicare la reputazione del destinatario. E che la sanzione inflitta fosse manifestamente sproporzionata con la conseguenza di interferire in maniera eccessiva e grave nella libertà di espressione. La Corte ha ritenuto infatti che mancasse ogni e qualunque motivazione sufficiente in merito all’esistenza di un bisogno sociale urgente e che le sanzioni irrogate ai ricorrenti non avessero rispettato un ragionevole rapporto di proporzionalità rispetto allo scopo legittimo perseguito con conseguente violazione dell’art. 10 CEDU.
Post correlati
L’accertamento del dolo nel delitto di falsità ideologica commessa dal privato in atto pubblico. (Cass. Pen., Sez. V, 11 febbraio 2026 – 3 aprile 2026, n. 12616)
16 Aprile 2026
La Cassazione si pronuncia sulla sussistenza del rapporto di specialità tra le fattispecie di cui agli artt. 570 e 570-bis c.p. (Cass. pen., sez. VI, 16 gennaio 2026 – 1 aprile 2026, n. 12321)
16 Aprile 2026
Il Consiglio di Stato interviene in tema di rimodulazione di incentivi alla produzione di energia elettrica (Consiglio di Stato, Sez. III, sentenza 20 marzo 2026, n. 2397)
16 Aprile 2026
In materia di recupero degli emolumenti indebitamente percepiti dai militari (Consiglio di Stato, sez. II, sent. 16 marzo 2026, n. 2174)
16 Aprile 2026
Il Consiglio di Stato si pronuncia sull’impugnazione delle valutazioni della commissione di avanzamento da parte dell’ufficiale promosso che contesta la posizione in graduatoria (Consiglio di Stato, sezione II, 21 marzo 2026, n. 2398)
16 Aprile 2026

